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20 maggio 1973 – Renzo Pasolini muore a Monza

“Paso” nasce a Rimini il 18 luglio 1938. Figlio di Massimo, anch’egli corridore motociclista e detentore di diversi record di velocità, inizia intorno al 1958 a gareggiare nel motocross, pur avendo una grande passione per la boxe. Eppure non era, come molti piloti, un buon esempio di atleta; non rinunciava al fumo e da romagnolo purosangue, amava bere, mangiare e fare tardi. La sua guida, tutta istintiva, nelle curve era un gioco di equilibri e gas, dando sempre la sensazione dell’imminente caduta. (Wikipedia)

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Dopo essersi fatto le ossa negli Juniores ottiene la licenza da senior per la stagione 1964 che disputa in sella all’Aermacchi nella 250cc e 350 cc con cui debutta nel campionato del mondo. Sarà ancora in sella al Macchi per le due successive stagioni dove arriverà al terzo posto nella classifica di campionato della 350 cc nel 1966.

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Pasolini dà sempre il massimo e oltre ma, contro le pluricilindriche è pura utopia prevalere. Sul finire della stagione 1966 viene chiamato dalla Benelli in sostituzione di Provini dopo che l’asso piacentino deve abbandonare l’attività in seguito al terribile incidente occorsogli al Tourist Trophy. Paso non delude, a Vallelunga al debutto con la Benelli vince nella 500 con Agostini che per cercare di reggere il suo ritmo cade.

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Nel 1967 lascia l’Aermacchi per la Benelli. Nel periodo in cui corre per le moto Pesaresi la rivalità con Agostini arriverà ai massimi livelli. Saranno confronti veri in cui spesso prevaleva “Ago”, in altre soprattutto nelle gare che si disputavano in Italia Renzo aveva una marcia in più nei suoi tifosi e batterlo risultava molto difficile. La rivalità fra i due sarà talmente forte che si arriverà anche ad ipotizzare un’epica sfida ad armi pari che resterà irrealizzata solo per via dell’intervento della Federazione e delle Case con cui i centauri correvano. Con la Benelli, Pasolini sarà secondo alle spalle di Agostini e della sua imbattibile MV Agusta nel mondiale della 350 cc nel 1968. La generosità del Paso in pista e fuori è conosciuta, basti ricordare l’episodio accaduto al Gp delle Nazioni del 1968 quando, lasciò la sua moto migliore (accontentandosi del muletto) ad Hailwood dopo che l’inglese abbandonò la MV dopo le prime prove perché non gli garantiva parità di trattamento con Agostini.

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Nel 1969 è il più serio candidato alla vittoria nel mondiale della 250 cc ma pur vincendo tre gare, complice sfortune varie e cadute sarà solo quarto nella classifica di campionato vinto dal compagno di squadra Carruthers.

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I regolamenti per il 1970 che limitano a due il numero dei cilindri per la classe 250 cc impediscono alla Benelli di schierarsi nuovamente nella quarto di litro, così Paso e la Benelli si confronteranno nella 350 e la 500 con Agostini e la MV. Quella stagione, che sarà l’ultima disputata da Renzo con la Benelli, lo vedrà terminare terzo nella classifica mondiale della 350.

Pasolini su Benelli a Rimini nella gara della 350, durante la Temporada Romagnola 1970. Davanti a lui, caduto a terra, Phil Read.

Pasolini su Benelli a Rimini nella gara della 350, durante la Temporada Romagnola 1970. Davanti a lui, caduto a terra, Phil Read.

Nel 1971 torna in sella all’Aermacchi, ora inglobata nell’Harley Davidson, che schiera un’inedita 250 2 cilindri – 2T da cui deriverà successivamente anche la versione di 350 cc. Con la moto di Schiranna, dopo la prima stagione di rodaggio si toglierà parecchie soddisfazioni, anche se non arriverà alla vittoria nel mondiale della 250.

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Il 1972 sarà una delle migliori annate per Renzo che vincerà 6 corse, sarà 13 volte secondo e 6 terzo, campione italiano della 250 ma, pur vincendo tre GP iridati nel 1972 per un solo, unico, misero punto sarà preceduto in classifica da Jarno Saarinen nella 250 e terminerà terzo nella classifica del campionato della 350 cc ad un punto dal secondo e perderà per tre punti il titolo Italiano della 350 cc.

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La stagione 1973 poteva essere quella della consacrazione; dopo aver tanto seminato, per Renzo era giunto finalmente il momento di raccogliere i frutti del suo lavoro, vincere quel meritato mondiale per poi ritirarsi, stare con la famiglia ed occuparsi del settore vendite della casa di Schiranna.

In quel GP delle Nazioni del 20 maggio 1973, Paso porta al debutto la nuova HD raffreddata ad acqua e corre nella 250 e 350cc. Un altro episodio sullo spessore umano del Paso si verifica nelle prove di quel disgraziato GP delle Nazioni, dove Gianfranco Bonera accusa dei problemi alla sua moto e Pasolini con la generosità che gli è tipica, fa staccare il numero di gara dalla sua moto, mette quello di Bonera permettendogli cosi di qualificarsi!

La giornata di gara monzese ha in calendario la 350 come prima corsa e l’avversario più ostico è ancora una volta Giacomo Agostini. Allo start Pasolini parte male, mentre Agostini scappa. Renzo al termine del primo giro ha un ritardo di 10 secondi, ma non si arrende, è incontenibile, rimonta a suon di giri veloci, infiamma il pubblico presente, raggiunge Ago, lo sorpassa e lo distanzia. Vola verso la vittoria che oramai sente sua e che non può più sfuggirgli però…

Renzo quel giorno non doveva vincere, costretto al ritiro da un grippaggio. Ancora una volta il funambolo riminese non è stato fortunato, non ha potuto godersi il meritato premio per le sue fatiche, l’applauso che gli tributa la gente per la magnifica gara disputata non mitiga l’amarezza per il risultato sfumato.

È il momento di schierarsi con la 250 cc e riscattarsi della sfortuna patita ma… Renzo Pasolini quel giorno non conobbe gloria. Pronti via, stavolta parte bene ma al “curvone” capita quello che nessuno avrebbe mai voluto accadesse, un groviglio di moto e di piloti in terra.

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Renzo Pasolini e Jarno Saarinen i due più grandi, furono gli unici che quel giorno non si rialzarono più. Le cause che provocarono l’incidente non furono mai chiarite con precisione, esistono diverse ipotesi che vanno dall’olio in pista lasciato da una moto durante la precedente gara della 350 cc, al grippaggio della moto di Pasolini con l’unica certezza che la “nera signora” pretese a se i due piloti più forti ed amati. Renzo Pasolini ammirato per il coraggio e l’audacia.

Renzo Pasolini, per tutti Paso, un grande del nostro port molto più grande di quanto non dicano i 6 Gran Premi vinti e i 6 Titoli Italiani, ottenuti correndo veloce come mai nessuno prima di lui.

(www.motoemozione.it)

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Nel 1985 la Ducati, in quegli anni entrata nel Gruppo Cagiva (che aveva rilevato anche Aermacchi-Harley Davidson), presenta all’EICMA di Milano la Ducati Paso 750, in onore di Renzo Pasolini. La moto è ideata dal riminese Massimo Tamburini, uno dei fondatori della Bimota.

Massimo Tamburini

Massimo Tamburini

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