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Rifugiati, il Comune di Rimini a Regione e Prefettura: “Noi oltre la soglia, semmai gli altri collaborino”

Il Comune di Rimini risponde indirettamente al vice presidente della Regione Emilia Romagna, Elisabetta Gualmini, che aveva dichiarato: “La Romagna nell’accoglienza ai rifugiati è sotto-quota“, facendo l’esempio delle province di Rimini e Forlì-Cesena, e pone diverse richieste alla Prefettura:

“In ordine all’ospitalità di cittadini stranieri a seguito di sbarchi – si legge nella nota dell’amministrazione riminese – un dovere per ogni istituzione e ente d’Italia, d’Europa, del mondo visto che esso dà risposte al dolore, ai drammi, alle tragedie umanitarie di centinaia di migliaia di famiglie in fuga dalla guerra e dalla povertà, il Comune di Rimini ribadisce le sue richieste di informazione, certezze, collaborazione in un quadro complessivo che riguarda l’intero ambito provinciale.

A tal proposito si ritiene utile ricordare che il territorio del Comune di Rimini, fin dall’inizio delle operazioni di accoglienza, ha assorbito il maggior carico di accoglienze, attestandole ad oltre il 60% del totale della quota spettante a tutta la Provincia. Ad oggi, infatti, il numero di cittadini stranieri che soggiornano sul territorio comunale ammonta a 580, al di là della soglia delle 3 persone per mille residenti indicata come parametro dal Ministero dell’Interno per questo progetto umanitario. Non solo, Rimini è tra i pochissimi Comuni in provincia ad aderire al progetto Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) accogliendo 58 profughi.

Tutto ciò a testimonianza di un impegno sincero, leale, non banale e non scontato su un fronte molto delicato, in cui l’attività di accoglienza ha necessità per essere efficace di trarre impulso e linfa da un equo e omogeneo livello di responsabilizzazione da parte di tutti i Comuni del territorio, nonché da una sistematica concertazione tra tutte le Istituzioni coinvolte nella materiale organizzazione dell’ospitalità.

Cosa che fin qui è avvenuta a intermittenza.

Per questo il Comune di Rimini chiede alla Prefettura di richiamare ancora una volta tutti gli Enti locali alla medesima responsabilità, al fine di ottenere uno sforzo congiunto nel collocamento dei cittadini stranieri da parte di tutte le Istituzioni e di tutti gli enti coinvolti. Un richiamo a un’accoglienza concreta che, va detto ed è un segnale positivo, negli ultimi giorni sta cominciando ad avvenire sul nostro territorio. Del resto è quanto il Paese chiede insistentemente e a gran voce all’Europa, e cioè una distribuzione omogenea e egualitaria delle quote. Questo può e deve essere prassi interna su ogni territorio italiano, Rimini compresa: se ogni Comune d’Italia aderisse al progetto Sprar non solo si governerebbero i flussi con efficacia ma si darebbe agli stessi comuni la possibilità di non essere soggetto passivo nell’allocazione ma anzi potere gestire da protagonista le modalità d’inserimento e di potenziale impiego degli ospiti.

Rimini chiede in ogni caso alla stessa Prefettura di essere costantemente informato e coinvolto preventivamente, nonostante l’assenza di formali competenze di legge, in ogni allocazione di nuovi arrivi nelle strutture ricettive ubicate sul territorio comunale. Perché l’accoglienza per essere vera non ha bisogno solo di un posto letto al chiuso di un albergo ma di una relazione con il territorio e la comunità continua e positiva. A tal proposito, il Comune di Rimini dichiara pubblicamente che è e sarà suo dovere verificare che la gestione dell’ospitalità avvenga secondo i criteri di legge di utilizzo delle strutture (agibilità igienico sanitaria e affollamento) fatte rispettare durante tutto l’anno senza distinzioni o eccezioni.

E sempre con il medesimo spirito propositivo, il Comune di Rimini chiede alla Prefettura di affrontare con decisione e senza indugio un altro elemento che, a mio avviso, è indispensabile a una migliore attività di relazione e dunque d’inserimento nel contesto socioeconomico: promuovere con la piena collaborazione della stessa Prefettura progetti di pubblica utilità, veri, concreti e non solo a valenza simbolica, che impieghino sistematicamente gli ospiti in attività di sostegno e aiuto verso le istanze quotidiane della comunità locale.

Siamo sicuri che in virtù del consolidato rapporto tra amministrazione Comunale e Prefettura queste richieste potranno essere accolte, consci in tal senso dell’impegno che il Prefetto sta mettendo sul tema, con risultati che via via si fanno sempre più positivi e tangibili”.

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