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Acqua Arenata: cantiere fermo e rischio contenziosi legali

Acqua Arena o Arenata?

Nelle settimane scorse abbiamo dato notizia della richiesta di concordato da parte della società Axia, capogruppo del R.T.I. (Raggruppamento Temporanea di Imprese) vincitrice del bando di costruzione e gestione della nuova piscina comunale: Acquarena, nell’area di fronte al Palacongressi di Rimini.

Ma ci sono anche alcuni aspetti di carattere societario che comunque impattano sulla realizzazione dell’opera.

Come dichiara il cartello dei lavori affisso nel cantiere di Acquarena, la società realizzatrice non è più il raggruppamento di imprese vincitore del bando, ma la società Acqua Arena Srl.

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Non vi è nulla di insolito. Infatti il bando del Comune al punto 24 della nota integrativa, prevedeva la facoltà di costituire una società di progetto con capitale sociale di ammontare minimo pari a Euro 500.000,00, in linea con il codice degli appalti.

Successivamente all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo avvenuta nel gennaio 2017, il 10 febbraio 2017 veniva costituita la società di progetta Acqua Arena Srl tra Axia, Nuova Sportiva e Saeet Impianti nella vesti di Raggruppamento di imprese vincitrice dell’appalto.

La società viene costituita con un capitale sociale di 10 mila euro e con mandato al Consiglio di amministrazione di fare un aumento di capitale sino a 490.000 euro.

Durante questa ricapitalizzazione la società di progetto Acqua Arena Srl subisce una modifica, sostanziale, nella composizione sociale. Infatti il 60% della società di progetto Acqua Arena Srl è di proprietà del COE (Consorzio Operatori Edili). La compagine sociale della società di progetto Acqua Arena Srl risulta così composta:

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Come si noterà, due delle tre imprese partecipanti al bando hanno una quota di 100 euro ciascuna.

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Si potrebbero fare altre considerazioni tra i componenti le cariche del Consorzio COE e i componenti proprietari di Axia che in alcuni casi coincidono nelle persone. Ma sono aspetti di carattere societario che sicuramente l’Amministrazione comunale approfondirà .

Interessante è invece confrontare il cronoprogramma con l’attuale situazione del cantiere.

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Le opere strutturali come da cronoprogramma, dovevano terminare a fine ottobre 2017. Tra 20 giorni.

La realtà è di un cantiere completamente fermo da settimane e senza nessun segnale vero di avvio.

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A questo punto per l’Amministrazione Comunale si aprono scenari non semplici di verifica, che vanno dall’assetto societario al rispetto dei tempi di realizzazione, con il rischio anche di un contenzioso legale.
Si attendono sviluppi, ma ad oggi il ritardo accumulato è già consistente.

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