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AGOSTO, MOGLIE (E MARITO) NON TI CONOSCO

“Togliere dall’articolo 143 del codice Civile il riferimento all’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi”. E’ un disegno di legge di una sola riga depositato a inizio anno a Palazzo Madama, prima firma della senatrice del Pd Laura Cantini e sottoscritto anche dai colleghi.

Come ogni iniziativa legislativa che si rispetti,  anche questa intende probabilmente prendere atto della realtà.

Una realtà inoppugnabile, per esempio, è  Gleeden.com – il più grande sito d’incontri in Europa dedicato esclusivamente a donne sposate o in coppia in cerca di avventure extraconiugali. Ebbene, qual’è il Paese dove il sito ha riscosso  più entusiasmo? Indovinato: è l’Italia, dove Gleeden conta oltre 850.000 iscritti, quasi un terzo della sua community totale che che ammonta a 3,1 milioni.

La presentazione del portale: “Il sito n°1 di incontri tra persone sposate! Che tu stia cercando un’avventura extraconiugale vicino a te o un amante a migliaia di chilometri durante i tuoi viaggi, Gleeden.com ti propone uno spazio protetto per poter contattare gli infedeli di tutto il mondo in totale sicurezza. Desideri un incontro extraconiugale? È arrivato il momento.
Pensato ogni giorno da un team 100% al femminile, Gleeden.com offre il potere alle donne sposate in cerca di incontri extraconiugali in totale discrezione!”

Altro dato: 45%. È questa la percentuale di italiani – sposati o in coppia – che ha dichiarato di aver tradito il partner ufficiale almeno una volta. Percentuale che risulta essere la più alta d’Europa. Lo dichiarano i dati raccolti da un sondaggio IFOP (Istituto francese di opinione pubblica), commissionato qualche mese fa da sempre da Gleeden su scala europea.

tradimento

La cattolica Italia domina la classifica davanti a Francia (43%), Gran Bretagna (36%) e la cattolicissima Spagna (39%). Inoltre, non solo siamo fedifraghi, ma pure impenitenti: alla domanda “ti sei pentito/a di aver tradito il partner?” solo uno striminzito 27% di italiani ha risposto sì contro il perentorio 73% di no. Inutile aggiungere che, di nuovo, in Europa non ci batte nessuno (Francia e Germania 28%, Spagna 36% e Gran Bretagna 50%).

Ma quale valore morale danno gli italiani all’infedeltà? Perché se cedere alle lusinghe di un amore clandestino può essere prassi comune, farlo diventare moralmente accettabile è tutta un’altra storia.
Stavolta i numeri vengono da un sondaggio dell’americana Pew Research, condotto su scala mondiale: se è vero che il 64% degli italiani pensa che l’infedeltà sia moralmente inaccettabile, la percentuale risulta comunque tra le più basse del mondo. Negli Stati Uniti, ad esempio, ben l’84% condanna pubblicamente il tradimento, così come il 76% dei Britannici. A confronto, l’Italia sembra un popolo di libertini; Francia (47%) e Germania (60%), per una volta però ci battono .

Altri due dati raccolti da IFOP sembrano avvalorare questa tesi: per il 56% degli italiani si può essere innamorati del proprio partner e tradirlo senza tanti complimenti, tant’è che il 40% ha dichiarato di essere stato quasi sicuramente tradito almeno una volta.

Ma Gleeden è andato ancora oltre, coinvolgendo l’IPSOS per un focus tutto italiano. Nel suo Osservatorio Infedeltà, Gleeden riporta che per il 63% degli italiani è del tutto possibile amare due persone contemporaneamente, con un 21% degli intervistati che ha rivelato una stabile e duratura relazione con l’amante contro un 41% di avventure occasionali. Anzi, il 43% si aspetta addirittura di essere perdonato dal partner qualora ne scopra la scappatella.

due persone

INFEDELTÀ E FAMIGLIA: IL CONIUGE TRADISCE DOPO 5 ANNI

In un momento storico in cui l’Italia si interroga più che mai sulla famiglia e sui valori che la costituiscono, questi sono dati che fanno riflettere. Perché la crisi della famiglia tradizionale sembrerebbe cominciare senza troppo scalpore mediatico tra le quattro mura, quando un marito e/o una moglie vengono meno non solo a uno dei precetti fondamentali che suggellano un matrimonio cattolico, ma anche al dovere civile di fedeltà coniugale inteso come lealtà e impegno reciproco dei due coniugi a non tradire la fiducia dell’altro.

Non a caso l’infedeltà coniugale continua a rimanere tra le cause più frequenti di divorzio, comportando nella stragrande maggioranza dei casi una sentenza di addebito per il coniuge fedifrago.

Tuttavia, anche in questo frangente sembrano esserci delle aperture. Giusto per fare un esempio famoso, basti vedere la sentenza di divorzio Berlusconi-Lario, in cui dai 3 milioni di euro al mese richiesti inizialmente dall’ex moglie si è passati a 1,4 milioni, suggerendo di fatto che il Tribunale di Monza abbia condannato meno severamente della Lario la vita dissoluta dell’ex premier. E ricordiamo che oggi è anche possibile ricorrere ogni qualvolta si riesca a dimostrare che il tradimento sia avvenuto come conseguenza di un matrimonio già in crisi, piuttosto che come sua causa scatenante.

Ma se l’infedeltà sembra essere parte del DNA italiano, qual è il tetto massimo concesso alla fedeltà coniugale? A rivelarcelo è ancora IPSOS: il 35% degli intervistati dichiara di aver ceduto al tradimento dopo il 5° anno di matrimonio, il 30% tra il 2° e il 5° anno. Per un 20% un anno di fedeltà è stato più che sufficiente, mentre un 15% ha resistito solo 3 mesi.

dopoquantotempo

L’AMORE SI PUÒ CONDIVIDERE MA IL SESSO INFEDELE È ANCORA TABÙ

Se legge e sondaggi sembrano porre l’Italia sulla buona strada per seguire l’esempio della Francia e spogliare l’infedeltà di qualsiasi velleità moralistica, altri dati – sempre IPSOS – rivelano uno spaccato ancora confuso, in bilico tra rivendicazioni laiche ed eredità ancora fortemente cattolica.

Il 76% degli Italiani ha infatti dichiarato che rimanere fedeli per tutta la vita è possibile. E la risposta è trasversale a qualsiasi fascia d’età, religione e orientamento politico.
Ma com’è possibile avere un dato in totale contraddizione con quanto detto fino adesso? Anzi, che sembra addirittura confutare tutto?

tuttalavita

Quello che gli italiani non riescono ancora ad accettare quando si parla di infedeltà è la manifestazione del suo lato puramente sessuale: tra gli atti che costituiscono fonte di tradimento infatti figurano baciare alla francese una persona diversa dal partner (77%), avere rapporti orali (89%), fino al rapporto sessuale vero e proprio, sia che si tratti di un episodio momentaneo (89%) che di una pratica regolare (92%).

Innamorarsi di un’altra persona ve bene, quindi. Basta che l’amore rimanga platonico e non si traduca in qualcosa di più. A quel punto scatta l’infedeltà “vera”. A cui però a quanto pare non sappiamo resistere, Family Day o no.

LA MAPPA ITALIANA DELL’INFEDELTÀ

Il solito Gleeden ha provato anche a tracciare la mappa dell’Italia del Tradimento. Secondo i dati del sito, Lombardia, Veneto e Campania sono le regioni più infedeli.A seguire, Puglia, Piemonte, Abruzzo e Marche.

Fra le città,  Caserta, Treviso e Bergamo risultato le capitali della scappatella. Addirittura un casertano su dieci setaccia Gleeden alla ricerca della trasgressione. La palma della virtù coniugale va invece a Livorno, con un misero 1,7% di infedeli: mangiapreti, salaci e bestemmiatori incalliti, i livornesi però tengono alla morigeratezza coniugale più di chiunque.

Già, ma noi dove siamo in questa graduatoria? Sorpresa fra le sorprese, Emiliani e Romagnoli risultano ultimi nella classifica per regioni.

Attenzione, però. Gleeden ha calcolato questi dati semplicemente incrociando quelli sulla provenienza dei propri iscritti con i numeri delle popolazioni residenti, ricavandone delle percentuali. E in Emilia Romagna Gleeden ha finora raccolto una scarsa messe di iscritti.

Ma anche per questo ci sarà pure una ragione. Può anche essere – e la sensazione comune lo conferma – che da noi, sulla riviera in particolare e in estate al massimo grado, iscriversi a Gleeden sia quanto meno superfluo.

Buon ferragosto…

festa

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