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ALL’AQUAFAN CHUPA CHUPS LANCIA IL WATERGAME DA RECORD

Dalla Water Pistol Fight del Solar Weekend Festival olandese al mega torneo di giochi d’acqua che a Bangkok dura più di tre giorni per le celebrazioni buddiste che ad aprile festeggiano il nuovo anno tailandese. Dalla maxi sfida con pistole ad acqua che nel 2014 ha preso vita a Central Park, fino alla Water pistol fight che ha ottenuto il Guinness World Record nel 2013 in California, coinvolgendo ben 3.875 partecipanti.

La passione per i giochi d’acqua spopola in tutto il mondo e ha la caratteristica di non coinvolgere solo i bambini. Un modo di divertirsi trasversale a tutte le età, che fa del divertimento spensierato e del desiderio di dimenticare il caldo e le preoccupazioni, le proprie bandiere. Un trend che arriva quest’anno anche in Italia e in particolar modo a Riccione, la patria del divertimento estivo, dove l’amato marchio di lecca lecca Chupa Chups, ha indetto un Watergame da record, che ha visto per la prima volta in Italia la partecipazione di ben 1.018 persone. Il motto che è risuonato nella Piscina Onde dell’Aquafan è stato Forever Fun”, un mantra per rivendicare l’importanza di non smettere mai di divertirsi come bambini. La giornata ha fatto registrare oltre 4mila presenze nel parco acquatico più famoso d’Europa.

Ore 3 del pomeriggio, oltre trenta gradi, un sabato di metà luglio, 1.018 persone, divise multicolori con il motto “Forever Fun” e innumerevoli tubi spruzza acqua, l’ultima trovata in fatto di divertimento estivo. È andato in scena con questi ingredienti il Watergame da record organizzato da Chupa Chups: “Abbiamo pensato di dar vita a questa manifestazione partendo dal nostro motto Forever Fun, che è presente da sempre nel dna di Chupa Chups, la rivoluzionaria caramella su bastoncino che in 60 anni di storia ha fatto innamorare decine di generazioni – ha affermato Chiara Grassi, brand manager dell’azienda –. Crediamo infatti che Fun is for life and not just for kids e dunque non smetteremo mai di ricordare quanto sia importante divertirsi sempre, nonostante si cresca, nonostante aumentino le responsabilità, nonostante spesso tutto quello che si ha attorno suggerisca il contrario”.

Ma quali sono, dunque, i vantaggi del divertimento? Se il filosofo Friedrich Schiller affermava che “L’uomo è veramente tale solo quando gioca” e i francescani incidevano sulle pietre delle loro chiese “Beato chi sa ridere di se stesso, perché non finirà mai di divertirsi”, la scienza si è spesso interrogata sul ruolo del divertimento e della risata nella vita di un individuo e le ricerche dimostrano che questi sono elementi di fondamentale importanza.

La scienza e l’antropologia hanno dimostrato che chi è capace di ridere e far ridere, ha dei benefici a livello fisico, emotivo, sociale e spirituale perché il divertimento e la risata aumentano l’energia vitale di una persona – spiega Leonardo Spina, gelotologo (dal greco ghelos, riso) e tra i precursori della clownterapia in Italia –. Dalle situazioni più difficili, come la permanenza in ospedale o un contesto di guerra, a quelle più quotidiane ma comunque stressanti come l’ambiente lavorativo, il divertimento è una chiave per stare meglio, tant’è che a livello internazionale molte aziende all’avanguardia hanno inserito negli uffici la figura dell’happiness coach, grazie alla quale gli impiegati lavorano meglio e producono di più perché emozioni positive, ilarità e relax stimolano l’emissione di endorfine aumentando il benessere.

Divertirsi non è dunque solo una cosa da bambini. Certo, nell’infanzia è un’attitudine naturale ma anche quando si cresce, dall’adolescenza in poi, è fondamentale e legittimo continuare a divertirsi, che non vuol dire vincere, perdere o guadagnare, ma vivere un momento di benessere in maniera gratuita, spontanea, disinteressata. Il divertimento di un bambino è infatti costituito da tre elementi fondamentali: fantasia, capacità di meravigliarsi e creatività ed è per questo che anche quando cresciamo ci divertiamo a prendere parte a giochi collettivi che rimandano al divertimento infantile. Il divertimento, inoltre, è un vero e proprio lubrificante sociale, che serve a creare legami e compattare gli individui. L’importante è che non sfoci mai nella derisione”.

Il divertimento è dunque un aspetto fondamentale per la singola persona e la collettività. Lo conferma uno studio dell’University College London, secondo il quale divertirsi allunga la vita perché riduce stress, ansia e rischi di incorrere in dipendenze. Divertirsi, inoltre, aiuta a connettersi e ad essere creativi, come sostiene la dottoressa April Everett nel suo libro Benefits and Challenges of Fun in the Workplace (2011). Quando si ride insieme questa azione invia un messaggio esterno non verbale che dice “Siamo uguali, condividiamo gli stessi valori”. I dottori John e Julie Gottmann, esperti di relazioni del Gottman Research Institute di Seattle, hanno studiato le coppie felici e infelici in modo sistematico. Hanno scoperto che le coppie felici sanno come divertirsi insieme. Sembra che se si ha la capacità di creare e partecipare ad atti di umorismo e affetto, anche le capacità di risoluzione dei conflitti migliorano. Infine, ridere è una questione sociale. Sostiene infatti Robert R. Provine nel suo Laughter: A scientific investigation (2000) che le risate sono trenta volte più frequenti nelle situazioni sociali che in quelle solitarie. La risata è contagiosa: spesso basta sentire qualcuno ridere per iniziare a ridere.

Il Watergame da record che si è celebrato sabato 21 luglio all’Aquafan di Riccione, ha dunque coinvolto 1.018 persone, dai 2 ai 65 anni. Quindici minuti di puro divertimento, in cui i partecipanti si sono sfidati a spruzzi d’acqua sulle note della hit dell’estate “Dura” di Daddy Yankee, per poi finire lanciandosi in un ballo collettivo cadenzato dal “Parapapapapa” del duo rap brasiliano Cidinho e Doca. Il tutto, al grido di “Forever Fun”.

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