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Andare a votare? Allunga la vita

Indirizziamo un commosso pensiero ai quarantatré centenari e ultracentenari riminesi che domenica prossima si recheranno al seggio, magari accompagnati, o che voteranno a domicilio, se l’età e gli acciacchi non consentono spostamenti.

Fra chi diserterà l’appuntamento con le urne ci sarà sicuramente qualche diciottenne scervellato, qualche trentenne sfiduciato, qualche cinquantenne rancoroso, o qualche settantenne che «tanto sono tutti uguali», ma sono certa che nessun centenario mancherà all’appello, se non per stringenti cause di forza maggiore.

Solo chi si è fatto vent’anni di dittatura e ha vissuto la guerra in cui Mussolini trascinò il Paese non si lascia scalfire dal disprezzo per la democrazia (d’accordo, sarà pure imperfetta, incompleta, casinista, specie da noi, ma resta il migliore e il più giusto dei sistemi politici possibili) che purtroppo va tanto di moda, specie fra quanti devono proprio alla democrazia il diritto di dire anche che gli fa schifo.

E poi, realisticamente: dopo i cent’anni non si snobba un turno elettorale per la semplice ragione che, toccando ferro, potrebbe essere l’ultimo, visto che nei regni dell’aldilà, per quanto ne sappiamo, vigono sistemi autoritari più o meno illuminati. E’ il segreto meglio custodito della gerontologia, ma pare che recarsi al seggio con una certa frequenza sia un potente antiossidante e combatta i radicali liberi (non in senso politico, ma biochimico: Emma Bonino non ha niente da temere); inoltre aiuta a mantenere giovane il cervello, a dispetto del basso livello delle ultime campagne elettorali.

Non solo perché già cercare di decifrare il meccanismo del Rosatellum è un intenso esercizio di brain-training, ma anche perché per fare la sua scelta l’elettore deve prefigurarsi i possibili scenari dei futuri cinque anni, mettendo in moto l’immaginazione.

E’ un caso che l’Italia, dove ogni anno si vota per qualche cosa – amministrative, politiche, europee, referendum – sia uno dei Paesi più longevi del mondo? Saranno i geni, la sanità che tutto sommato funziona, la leggendaria dieta mediterranea, certo, ma forse anche la nostra tanto bistrattata politica c’entra qualcosa.

Peccato che le sue funzioni salutistiche funzionino solo con gli anziani, mentre sui giovani ha un effetto depressivo e paralizzante, anche dal punto di vista riproduttivo: se il continuo ricorso alle urne ha un effetto tonico-stimolante sugli over-70, sugli under-35 ottiene risultati opposti, e potrebbe essere una delle cause della denatalità che affligge il Belpaese.

Non facciamone una colpa alla democrazia, ma alle maratone televisive post-voto di Enrico Mentana, diventate un vero e proprio culto: le giovani coppie fanno le notti in bianco sul divano davanti alla Sette e si dimenticano di perpetuare la specie.

Lia Celi www.liaceli.it

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