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Bando delle periferie, CGIL chiede il ripristino delle risorse

La Segreteria CGIL di Rimini giudica estremamente negativo l’esito del voto al Senato sul decreto Milleproroghe per le pesanti conseguenze che avrà anche sul Comune di Rimini.

Secondo il dipartimento contrattazione territoriale della CGIL regionale, l’emendamento che “sospende” i finanziamenti già concessi a Comuni e Città Metropolitane per i progetti di riqualificazione delle periferie urbane congelerà interventi\investimenti in Emilia Romagna, con progetti già esecutivi e con lavori in alcuni casi già partiti, per un ammontare complessivo di 306,7 milioni. Si tratta di 11 convenzioni sottoscritte e finanziate per 178,485 milioni dal fondo nazionale a cui vanno aggiunti 128,211 milioni cofinanziati da pubblico e privati locali.

A livello nazionale, si passa da 120 progetti specifici, mirati, in molti casi già esecutivi, con lavori anche già avviati e soldi, anche di privati, già spesi, a general – generiche disponibilità per l’intero universo degli enti (circa 8.000) purché dispongano di avanzi.

In questi progetti rientra anche quello del Comune di Rimini per la riqualificazione urbana e ambientale e per il recupero delle vocazioni identitarie dei luoghi dell’area turistica di Rimini Nord  il cui costo complessivo sarà di Euro 18.032.040,00 cui vanno aggiunti Euro 5.500.000,00 a carico di RFI, per un totale di Euro 23.532.040,00.

L’indirizzo assunto dal nuovo Governo è ben lontano dalla strategia nazionale auspicata dalla CGIL per l’istituzione di un piano per le periferie, con programmazione pluriennale e finanziamenti costanti, con l’integrazione di risorse ordinarie e straordinarie e azioni di sistema che coinvolgano più ambiti ed attori. E ancor più lontano da una contrattazione per lo sviluppo che indirizzi le risorse pubbliche e private verso l’innovazione e il miglioramento dei centri urbani, una strategia di rigenerazione urbana non solo urbanistica e riferita solo alla parte fisica della città, ma anche come progetto di inclusione sociale e sviluppo economico come proposto dal Piano del lavoro della CGIL.

L’impegno della CGIL, locale e regionale, è quello di mettere in atto un’azione, anche in rapporto con Anci, Enti Locali e i Parlamentari dell’Emilia Romagna, per ottenere il ripristino alla Camera delle risorse di fatto tagliate e porre rimedio a tale scempio.

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