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Bankitalia chiede a Cariparma di salvare la Carim, ma l’ad: non interessati

Bankitalia chiede a Credit Agricole Cariparma di salvare la Carim, insieme alle casse di Risparmio di Cesena e Ferrara.

L’operazione è stata abbozzata la settimana scorsa, quando Giampiero Maioli, responsabile di Credit Agricole e ceo di Cariparma, sarebbe stato contattato dall’istituto di via Nazionale per verificarne la fattibilità. Maioli si sarebbe detto disponibile a esaminare i dossier, a patto che le tre banche vengano ricapitalizzate dallo schema volontario, il quale dovrebbe farsi carico anche dei crediti deteriorati e di parte dei dipendenti.

Di tutto questo si è parlato oggi a Roma, subito dopo l’esecutivo dell’Abi.

Interpellato dai giornalisti, Maioli ha però dichiarato: “Unico dossier sul tavolo, e si sa, è quello relativo a Pioneer”, la società del risparmio che il Gruppo Unicredit, ha deciso di vendere.

Si è partiti dalla considerazione che Carim e le casse di Cesena e Ferrara hanno complessivamente quasi 300 filiali, tutte in aree contigue a quella della banca di Parma. Qui si sarebbe notato che solo Cesena ha condiotto in porto un’operazione di ricapitalizzazione da 280 milioni. Rimini e Ferrara sono considerate “molto deboli”.

Sulla Carim, in particolare, pesa il commissariamento terminato nel 2012, che svalutò i crediti per 250 milioni. La ricapitalizzazione di 70 milioni che ne seguì è stata giudicata sufficiente. L’ultimo bilancio semestrale ha fatte segnare un rosso operativo di 73 milioni. Lo stesso giorno si era conclusa una seconda ispezione di Bankitalia, partita in giugno; a quanto si disse, non ci sarebbe stato accordo sul prezzo delle quote da mettere sul mercato in vista della prima tranche di un’ulteriore ricapitalizzazione da 100 milioni. Di qui la richiesta di aiuto da parte Carim al Fondo Interbancario, che a sua volta si sarebbe rivolto a Cariparma.

 

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