Home > Economia > Carim, Cariparma tratta il salvataggio ma non c’è accordo sulle cifre

Carim, Cariparma tratta il salvataggio ma non c’è accordo sulle cifre

Non solo si conferma che Cariparma-Credit Agricole è il soggetto coinvolto da Bankitalia nel salvataggio delle Casse di Risparmio di Rimini, Cesena e Ferrara.  Ora sulle trattative in corso iniziano anche a circolare le prime indiscrezioni. Secondo le quali, a Milano sarebbe stato convocato il consiglio dello schema volontario guidato da Giuseppe Boccuzzi, collegato al Fondo interbancario di tutela dei depositi, per esprimersi sui termini del negoziato in corso. Nel quale, però, si sarebbero già manifestate differenze di veduta sia sui prezzi che sulle modalità dell’operazione.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) è un consorzio di diritto privato costituito nel 1987 su base volontaria e divenuto successivamente obbligatorio. Attualmente, aderiscono al FITD tutte le banche italiane, ad eccezione di quelle di credito cooperativo, nonché le succursali di banche extracomunitarie autorizzate in Italia, salvo che non partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente.

Per Carim, che è controllata al 56% dalla Fondazione ed è l’unica delle tre banche in questione ancora in bonis, Bankitalia ha chiesto una ricapitalizzazione da 100 milioni, di cui 40 subito per alzare il Cet1 che è al 6,22%: Cariparma chiederebbe però un contributo da parte del Fondo, che ha in pancia 420 mln residui.

Per valutare la solidità patrimoniale delle banche vengono impiegati degli indicatori, chiamati ratio. Quello che da quest’anno è diventato il parametro più utilizzato per valutare la solidità di una banca è il Cet 1 (Common equity tier 1) ratio, cioè il rapporto tra Cet 1 (rappresentato principalmente dal capitale ordinario versato) e la attività ponderate per il rischio. Secondo le norme della Banca centrale europea, il Cet 1 ratio deve essere superiore all’8 per cento.

Il vertice del Fondo volontario che ha ricapitalizzato Cesena due mesi fa con 280 milioni, ne chiederebbe almeno 220. Ma la valutazione di Giampiero Maioli, plenipotenziario del gruppo francese, ammonterebbe a una cifra minore.

Infine nella Carife, lo schema volontario sarebbe disponibile a immettere fino a 150 milioni, mentre Maioli chiede un rafforzamento di 250.

Ultimi Articoli

Scroll Up