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Il divieto vendite promozionali per l’assessore Jamil Sadegholvaad non funziona

Come abbiamo pubblicato la giunta regionale ha stabilito il divieto nei 30 giorni antecedenti i periodi delle vendite di fine stagione delle vendite promozionali dei seguenti prodotti: abbigliamento, calzature, biancheria intima, accessori di abbigliamento, pelletteria e tessuti per abbigliamento ed arredamento.

Ma già alcune amministrazioni comunali hanno chiesto deroghe, che sono state concesse ad iniziare da Riccione. A questo si aggiunga che non sono previste sanzioni. Per queste ragioni l’assessore alle attività economiche Jamil Sadegholvaad del comune di Rimini ha rilasciato una dichiarazione molto netta sulle vendite promozionali.

“Ha cominciato Rimini con la shopping night, poi Riccione con il big week end e Cattolica con iniziative analoghe. E oggi Andrea Corsini, assessore della Regione Emilia Romagna, che ha sancito il divieto delle vendite promozionali nel periodo natalizio, dichiara agli organi d’informazione: ‘Non esiste una norma nazionale relativa alle vendite promozionali, quindi ai divieti della delibera non seguono sanzioni amministrative’.

A questo punto diventa estremamente difficile, continua Jamil e per certi versi paradossale imporre a livello locale quel divieto di vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi impartito dalla Regione (così come in tante altre regioni d’Italia, giova ricordarlo….) che, se applicato sulla base di deroghe differenti tra vari comuni limitrofi, oggettivamente, rischia di penalizzare i commercianti in una congiuntura economica estremamente delicata. Evidentemente tutto quello che si era detto sullo spirito della legge, anche condivisibile nel tentativo di mettere un po’ di ordine in un sistema di vendite ormai condizionato da saldi e vendite promozionali che in alcune attività commerciali si estende per 365 giorni all’anno, viene superato dai fatti, dalle interpretazioni e dalla sostanziale inutilità dei controlli. Si tratta di una interessante moral suasion che va benissimo, ma che non può dare luogo ad applicazioni a macchia di leopardo.

Il pregio dell’azione di Rimini, Riccione e tutti gli altri Comuni che hanno chiesto e ottenuto deroghe è di avere messo in rilievo una difficile applicazione comune, se non a macchia di leopardo. Per questo, avendo Rimini in essere il cartellone di eventi ‘Il Capodanno più lungo del mondo’, che vede eventi e iniziative per quasi tutti i giorni sino all’Epifania e oltre e il tessuto commerciale riminese è senza dubbio un asset importante dell’offerta complessiva, oggi stesso l’amministrazione comunale ha inviato alla Regione una richiesta di ulteriori deroghe al divieto di procedere a vendite promozionali sino il 5 gennaio 2017. Siamo certi che l’assessore regionale Corsini, col quale c’è sempre stato un proficuo rapporto di confronto e collaborazione, saprà comprendere le specificità del nostro territorio al fine di poter abbinare alla nostra offerta turistica un’adeguata proposta commerciale.”

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