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Elezioni 2018, sondaggi e proiezioni dei collegi riminesi

Ore e giorni effervescenti per la politica nazionale e locale. Mancano 15 giorni alla presentazione delle liste e dei candidati. Un lavoro sempre impegnativo per i gruppi dirigenti che debbono incrociare le esigenze delle varie liste coalizzate, le candidature nazionali e quelli locali.

E’ esattamente quello che sta succedendo anche a Rimini. Chiamamicitta.it ha fatto una stima di cosa potrebbe succedere nel collegio della Camera dei Deputati e nel Collegio nel Senato.

Ricordiamo che il collegio per la Camera comprende tutti i comuni della provincia di Rimini ad esclusione di Santarcangelo e Bellaria. Innanzitutto va chiarito che questa scelta, fatta dal Governo, per ragione di numero eccessivo di elettori nel collegio, rispetto alla media nazionale, non penalizza nessuno.

Come si nota, con base dati elezioni politiche 2013, alla Camera le differenze sono di qualche virgola. Del tutto insignificanti.

Il grafico è interessante per capire da dove si parte con i dati elettorali di 5 anni fa. Certo è “cambiato il mondo”, potrebbe dire qualcuno ma si tratta di una base dati significativa per ulteriori approfondimenti.

Ulteriore premessa metodologica: tutto ciò che viene raccontato su una presunta ripartizione dei seggi tra le varie forze politiche (soprattutto nella parte uninominale) va preso con le molle e non certo per oro colato.

Infatti le stime vengono fatte sulla base di sondaggi che hanno un margine di errore a cui va aggiunto che la distribuzione del voto cambia da territorio a territorio.

Per questa ragione sono stati usati per questa stima i dati 2013 della provincia di Rimini e Cesena incrociandoli e ponderandoli con dati dei sondaggi.

Quindi grande cautela nella lettura dei dati e consapevolezza che basta poco per cambiare un risultato da una sconfitta ad una vittoria e viceversa.

Come scrive Atlante Elettorale (una società di studi elettorali), “basterebbe quindi un cambiamento negli orientamenti di voto non percepibile dai sondaggi prodotto dalla prestazione dei candidati di collegio per ribaltare il risultato a vantaggio del centrosinistra, o anche accentuare la vittoria del centrodestra. All’epoca della legge Mattarella è capitato spesso che la somma delle percentuali di voto per i partiti del centrodestra fosse superiore ai voti presi dai candidati comuni nei collegi, mentre accadeva il contrario nel centrosinistra”.

Fatte queste premesse metodologiche l’approfondimento ci consegna un quadro tutt’altro che definito.

Un testa a testa tra 5 Stelle e Centro Destra. Più staccato il centro sinistra. Sono dati che non consegnano nessuna certezza. Infatti mancano 2 mesi al voto e soprattutto non sono ancora in campo i candidati.

Il grafico va letto come una tendenza in atto che penalizza il centro sinistra rispetto a 5 anni fa.

Situazione leggermente diversa nel collegio del Senato. Qui incidono due fattori: manca il voto giovanile (vota chi ha più di 25 anni) e comprende anche il territorio anche Cesena.

Nel 2013 il collegio del Senato così definito ha dato il seguente risultato:

Apparentemente un margine per il centro sinistra notevole. Ma che in realtà non mette al riparo da nulla.

Anche in questo caso è una partita aperta per tutti i tre gli schieramenti. Per tutti, molto di un risultato positivo o negativo   dipenderà dalla qualità delle candidature.

Un ruolo importante lo giocherà per il centro sinistra la nuova formazione politica di Liberi e Uguali. Se questa lista metterà in campo candidature autorevoli, seppur di servizio, possono portare ad un risultato elettorale importante.

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