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Elezioni a Rimini: i voti da un partito all’altro seggio per seggio

Il Comune di Rimini ha pubblicato i dati delle elezioni politiche suddiviso per seggi elettorali. Questa scomposizione del voto permette una lettura più puntuale ed anche di valutare se l’andamento elettorale è solo frutto di dinamiche nazionali oppure hanno inciso anche logiche locali.

In primo luogo è stato elaborato l’andamento del voto sulla base della divisione della città nei quartieri. Vengono proposti confronti tra il voto alle politiche del 2013 e le politiche 2018 di 4 liste elettorali: 5 Stelle, Lega, Pd e Forza Italia.

Il Pd riduce l’emorragia di voti al quartiere N.1, è in linea con la media comunale al quartiere N.2 e perde elettorato in modo molto più consistente nelle aree lontane dal centro: sia le zone di mare a sud e nord che l’entroterra. I quartieri 5 e 6 vedono percentuali di perdita rispetto al 2013 di oltre il 9% a fronte di una media comunale di poco superiore al 7%

Viceversa la Lega vede incrementare in modo esponenziale su tutto il territorio comunale con punte del 17% al quartiere 4 e quartiere 5.

Il Movimento 5 Stelle è sostanzialmente in linea (leggero incremento) con il 2013.
Emorragia di voti a favore della Lega da parte di Forza Italia.
Il Pd e Forza Italia hanno ceduto elettorato in modo importante alla Lega.

Per un’analisi più puntuale sono stati selezionati i seggi elettorali con perdite di voti superiori al 10% per il Pd tra il 2013 ed il 2018.

Ciascuno sarà in grado di valutare se e come alcuni temi locali hanno inciso o non hanno inciso nel voto del 4 marzo.

Per esempio, sicuramente l’elettorato del seggio 81 è stato coinvolto nella discussione sulle micro aree per i nomadi. Così come possono aver inciso altri aspetti per altre località del territorio comunale.

Interessante per un’analisi politica anche il confronto tra il voto di Camera e Senato delle politiche 2013 ed lo stesso delle politiche 2018.

Infatti, mentre nel 2013 il Partito Democratico al Senato ha avuto una percentuale più alta del voto alla Camera (2,48%), mentre i 5 Stelle hanno avuto una percentuale più bassa (1,98%), con le elezioni del 2018 il voto cambia in modo importante. Il Pd mantiene un differenziale minimo (0,37%) a favore del voto al Senato. I 5 Stelle azzerano il differenziale negativo arrivando ad -0,36%.

Tutto questo sta a significare che anche una quota dell’elettorato over 25 del Partito Democratico si è comportato come la fascia elettorale dai 18 ai 25 anni.

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