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In Emilia Romagna resi obbligatori i vaccini per chi va al nido

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha oggi approvato la legge che prevede l’obbligatorietà dei vaccini per gli iscritti al nido fin dal prossimo anno educativo.

La normativa, che ridisegna nel complesso i servizi educativi per la prima infanzia, è stata approvata con i soli voti del Pd. Sel si è invece astenuta insieme al centrodestra. Contrari invece i 5 Stelle.

Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso ai servizi “l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente”, e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B.

“La nostra legge è a tutela della salute pubblica – ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi”.

Con questa misura, per Bonaccini, si apre la strada perché anche altre regioni seguano l’esempio. La prima potrebbe essere il Friuli – Venezia Giulia, dove già sono state presentate proposte legislative in tal senso.

“Siamo partiti – commenta la consigliera regionale Pd Nadia Rossi – dagli obiettivi che ci poniamo per continuare a garantire servizi di qualità integrati rispetto al sistema di gestione pubblico-privato e che mantengano al centro i bisogni relazionali e pedagogici dei bambini.

Vogliamo realizzare un sistema effettivamente flessibile e di qualità, attento alle esigenze di conciliazione delle famiglie e alla tutela dei lavoratori.
Il nido è valutato come il principale servizio educativo della rete integrata pubblico-privata su cui è fondato il nostro sistema regionale: esso ha la duplice funzione formativa e di accoglienza per i bambini e di sostegno per le famiglie.
La flessibilità pertanto ne diventa l’elemento caratterizzante e al fine di garantire risposte differenziate per rispondere a esigenze diversificate, possono essere istituiti servizi integrativi ai nidi quali spazi bimbi, centri per bambini e per le famiglie, servizi sperimentali. Semplificate anche le procedure per richiedere l’autorizzazione al funzionamento e i requisiti di qualità della fascia 0-3.
Fulcro dell’accreditamento è il percorso di valutazione della qualità basato sul progetto pedagogico, la figura del coordinatore pedagogico e gli strumenti di autovalutazione del servizio che si è cercato di sburocratizzare.
Con la legge è introdotta l’obbligatorietà delle vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B come requisito d’accesso per tutti i servizi, sia pubblici sia privati. Accompagniamo quest’obbligo con l’impegno da parte della Regione a svolgere una capillare e fondamentale campagna informativa, col coinvolgimento del personale scolastico e di quello sanitario, in grado di raggiungere tutti i cittadini e le famiglie della nostra Regione, spiegando loro le implicazioni della nuova normativa e le motivazioni della scelta fatta, promuovendo oltre a quelle obbligatorie, anche le vaccinazioni raccomandate.
È un atto coraggioso e deciso che è stato valutato attentamente e ascoltando tutti i soggetti interessati. Per allargare la tutela alla salute dei più piccoli, garantendo anche la copertura di gregge, ci siamo sentiti in dovere di sostenere questo provvedimento, consapevoli che il calo delle coperture vaccinali che riguarda molto da vicino il nostro territorio, sta mettendo in pericolo il benessere delle nostre comunità.
L’unico gruppo a votare contro la riforma è stato il M5S”.

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