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Ex sede Cgil viale Ceccarini. Venduta alla metà della base d’asta. Critiche da Cgil e Pd

E’ notizia di questi giorni che l’ex sede della Cgil in Viale Ceccarini è stata venduta. Ad acquistarla Stefano Rossi, titolare della Ericsoft, azienda che ad oggi ha la sua sede a Misano, a ridosso della statale 16. Ha necessità di nuovi spazi e la a Ericsoft si allargherà a Riccione.

Ma la notizia non è chi ha acquistato l’ex sede della Cgil ma quanto è stata pagata. 800 mila euro, esattamente la metà della base d’asta. E su questa cifra scoppia la polemica.

Scrive Elisabetta Morolli, segretaria Cgil: “la questione della CDL di Riccione nasce da un presunto danno erariale , la Cgil, secondo l’ amministrazione pagava un affitto irrisorio. La CGIL sì dichiarò disposta a pagare di più ed anche ad acquistare l’ immobile , ma l’ amministrazione non volle trattare sull’ affitto , mentre sull’ acquisto non scendeva sotto i 3 Milioni di euro , quello era il prezzo di mercato e quella cifra l’ amministrazione mise a Bilancio .Cosa è cambiato oggi ? Non entro in polemica con l’ acquirente , anche in Cgil ci sono posti di lavoro , ma chiedo : viale CECCARINI ha subito un deprezzamento? Il danno ERARIALE oggi a chi deve essere imputato ???? E di quel Bilancio già approvato con i 3 Milioni di euro chi risponderà ? Noi cittadini Riccionesi dovremmo immediatamente fare un esposto alla Procura della Repubblica.”

A ciò si aggiunge anche una nota ufficiale della Cgil provinciale:
“Un’asta pubblica e una gara informale nel 2017 sono andate deserte e così il Comune di Riccione è passato alla vendita diretta. Ha stabilito per la ex Camera del Lavoro di Riccione il prezzo di 1.700.000 euro. Un acquirente ha offerto 800.000 euro. Per decidere, visto che la cifra è più bassa di quella richiesta, occorre che si pronunci il Consiglio Comunale. La CGIL, più di due anni fa, aveva fatto un’offerta maggiore di 800.000 euro, ma il sindaco Tosi dichiarò che, trattandosi di viale Ceccarini, non si poteva scendere sotto i 3 milioni altrimenti il Comune avrebbe subito un danno erariale. La CGIL avrebbe fatto un mutuo e per la seconda volta avrebbe ricomprato una sede che, seppure su suolo comunale, era stata costruita con i sacrifici e le tante sottoscrizioni dei lavoratori anni e anni fa. Niente da fare, il Sindaco non volle sentire ragioni, la CGIL doveva traslocare.
Ora il tempo della verità è arrivato. Attendiamo la decisione del Consiglio Comunale e, da come pare si stiano mettendo le cose, non attenderemo con animo sereno.”

Sulla vendita interviene anche, Alberto Arcangeli, segretario del Pd. “Il comune l’ha venduta a 800mila euro, un prezzo notevolmente inferiore a quanto paventato in precedenza con valori per diversi milioni di euro. Oggi con appena 800mila euro di incasso è evidente che la Tosi non potrà fare nulla per riqualificare l’ex macello e farne un centro per diversamente abili. Adesso tutto è chiaro, se ne va in fumo l’ennesima promessa del sindaco».  E’ stata una prova di forza. Per 800mila euro avrebbero potuto anche lasciarla alla Cgil che l’avrebbe riqualificata”.

Facile immaginare che il Consiglio Comunale che deciderà sulla vendita sarà particolarmente animato.

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