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Fermo pesca unificato in tutto l’Adriatico, il no dei pescatori di Rimini

Fermo pesca a date unificate in tutto l’Adriatico? No, grazie. Giancarlo Cevoli, presidente della Cooperativa lavoratori del mare di Rimini, ha scritto  al Ministero delle politiche agricole e alle altre autorità competenti: “L’idea di voler unificare le date del fermo pesca in tutto il Mare Adriatico, che sembra dilagare tra le Marinerie e le Associazioni di Categoria, è a nostro avviso non attuabile per diversi motivi”.

E Cevoli elenca: “Primo, essendo tutta la Riviera Adriatica un’area turistica di grande interesse, il fermo pesca unificato risulterebbe sicuramente dannoso per entrambi i settori, Pesca e Turismo”.

Inoltre, “le diversità delle specie ittiche si spostano a seconda della specificità degli ambienti marini, quindi a tale scopo si rende necessario ed indispensabile diversificare gli areali delle zone di pesca”.

Infine, “alla ripresa della pesca ci ritroveremmo ad affrontare un eccessivo aumento delle quantità di prodotto ittico immesso sul mercato e ciò porterebbe automaticamente al crollo dei prezzi, con effetti disastrosi sulla redditività delle imprese di pesca”.

“Per i motivi di cui sopra – conclude il presidente della cooperativa riminese – sarebbe a nostro avviso auspicabile alternare almeno due settori, ma meglio ancora in tre settori, il fermo pesca 2018 e più specificatamente: 1) distretto Alto Adriatico (Trieste/Ancona); 2) Marche-Abruzzo (Civitanova Marche/Ortona); 3) Molise – Puglia (Termoli/Brindisi)”.

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