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Fiere, il sindaco di Bologna sbatte la porta in faccia a Rimini: “Alleanza con Milano”

«Bologna è un’ammiraglia. Non è un guardia coste per politiche di piccolo cabotaggio locali. Siamo disponibili a collaborare in regione, ma questo deve avvenire
tenendo presente il quadro di una fiera che è la seconda in Italia e con grande respiro internazionale». Parole e musica di Virgilio Merola, sindaco di Bologna e azionista al 25,9% della fiera di Bologna, fra quote del Comune e quelle della Città Metropolitana. Destinatario, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ancora il 4 settembre scorso aveva convocato un vertice per rilanciare la holding regionale con Bologna, Rimini e Parma. A quel tavolo di alleanze con Milano non si era parlato e qualcuno si era spinto fino a dare l’ipotesi come accantonata.

Ma evidentemente Merola non la pensa così. Nell’inaugurare i nuovi quartieri della fiera di Bologna (45 milioni di investimento per realizzare 30 mila metri quadri in appena appena dieci mesi), ha detto molto chiaramente: «Non siamo e non saremo noi a limitare gli orizzonti della Fiera di Bologna, a giocare in difesa, a guardare indietro o ad ostacolare la strada di sviluppo. Per questo è giusto nell’interesse nazionale di Bologna esplorare la strada di un’alleanza con Milano. Un grande accordo tra la prima e la seconda fiera d’Italia, guardando alla Borsa. Se non si facesse sarebbe una grande occasione persa per il Paese».

Borsa nella quale IEG, le fiere di Rimini e Vicenza, sta entrando proprio ora. Suscitando il commento sprezzante di Gianpiero Calzolari, presidente della fiera di Bologna: «Noi non abbiamo bisogno della Borsa per pagare i debiti».

Merola è pronto a collaborare con Rimini e Parma, ma solo per la commercializzazione all’estero: «Ci sono due proposte in campo – ha spiegato il sindaco – la fusione tra le fiere, che propone la Regione; e una nostra proposta, quella di una newco che guardi all’estero e che metta insieme le manifestazioni con marginalità superiori al 25%.
Le proposte ora saranno sottoposte ad un advisor terzo e sulla base di una verifica decideremo, ma credo che la nostra proposta abbia buone chance». 

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