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Flussi elettorali ed analisi del voto a Rimini

Il Pd paga il conto alla minoranza, l’elettorato di FI in libera uscita verso l’astensionismo e in parte confluisce sul Sì. Il voto M5 Stelle compatto, come un muro di granito. E’ lo scenario che emerge dall’analisi dei flussi elettorali, elaborata dall’Istituto Cattaneo, analizzando l’andamento del Sì e del No.

“Se volessimo riassumere nel modo più sintetico possibile –  spiega l’Istituto con un tweet – potremmo dire che gli elettorati dei partiti ‘storici’ si frammentano mentre quello del (non) partito nuovo rivela una compattezza granitica”.

Appare del tutto evidente che il voto di domenica è stato anche un voto «contro il governo in carica», ma anche una grande affermazione di democrazia e di partecipazione al voto.

I leader politici europei che hanno pensato di trasformare i referendum in plebisciti sono andati incontro a sonore sconfitte. Non solo Cameron in Inghilterra ed oggi Renzi in Italia ma anche Orban, con il referendum sui migranti in Ungheria.

In questo contesto cosa è successo a Rimini?

Sicuramente il voto riminese è nell’alveo dell’andamento nazionale e regionale.

In primo luogo analizziamo la partecipazione al voto. E’ il dato politico più rilevante, in Italia, in Regione e nella provincia di Rimini.

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Come si nota, il dato dell’affluenza del 2016 è molto più vicino alle politiche del 2013 che non a quello dei due precedenti appuntamenti elettorali.
Il voto di domenica scorsa è stato molto più “politico” che referendario.

Anche il voto nel Comune di Rimini lo dimostra. Vediamo cosa è successo.

In primo luogo il No vince nella stragrande maggioranza dei seggi.
Su 143 seggi, il NO vince in 102. Il SÌ in 39. Curiosi i due seggi che terminano in parità: il seggio 101 (zona Marecchiese), 335 voti per il SÌ e 335 voti per il NO. Anche il seggio 43 (speciale Ospedale) finisce 39 pari.

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Nei seggi 141, 142 131 tutti nella zona di Viserba (Peep e via Turchetta) Il NO ha percentuali superiori al 60%.

Il SÌ vince in 39 seggi, ma non va oltre il 54,5% se si escludono i seggi speciali 42 e 21 (ospedale e Valloni) che non fanno testo.

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Il SÌ  ottiene risultati migliori nelle aree economicamente più forti, Centro Storico, Marina Centro, Covignano, IV Peep (case a schiera).

La divisione in seggi del centro storico di Rimini:

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I dati dei 7 seggi del Centro storico di Rimini:

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Il NO ottiene risultati di molto oltre la media comunale nelle periferie. La tabella successiva accorpa i seggi di Viserba:

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Nei seggi 142 (Peep Viserba), 141 (Via Turchetta Viserba), 131 (Peep Viserba) i NO superano ampiamente il 60% di consensi.
Complessivamente se accorpiamo i dati della zona di Viserba (insediamento storico e nuovi insediamenti Peep) il NO vince con una percentuale molto più alta della media comunale (57,45%)

Solo nei seggi 140 e 120, che riguardano gli insediamenti storici di Viserba il SI è più alto della media comunale (pur non vincendo):

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Appare del tutto evidente che nelle realtà più “povere” della città il voto del referendum si è trasformato in un voto contro chi governa.

Ciò è ancora più chiaro se confrontiamo il dato del Referendum con le elezioni comunali di qualche mese fa. La coalizione che ha sostenuto Gnassi alle elezioni amministrative era tutta per il voto SÌ al referendum.
Vediamo cosa è successo.

Soltanto in 5 seggi il SÌ ha ottenuto più voti di Gnassi alle precedenti amministrative.

Uno di questi è il seggio 74, che denota quanto ha pesato la protesta nei confronti dell’amministrazione sul IV Peep per i conguagli. Infatti in quel seggio ilè andato avanti del 14% rispetto al voto per Gnassi.

Tutti gli altri seggi hanno percentuali inferiori, di molto rispetto allo schieramento che ha sostenuto Gnassi:

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Nella tabella, i primi 50 seggi per importanza di differenza sulle amministrative del 2016.

Evidente che in questo voto ha inciso l’aumento dell’affluenza e in particolare quella degli elettori del Movimento 5 Stelle che non era presente alle elezioni amministrative, oltre a una quota del PD che ha votato NO.

Concludendo e guardando ai flussi elettorali:

L’elettorato del PD a Rimini ha partecipato tutto al voto, ma una parte che si stima sul 20% ha votato NO.Anche a Rimini, come in tutta Italia, vi è una parte minoritaria del Pd che non segue la linea della segreteria nazionale. Più nelle periferie e più tra i giovani.

Come indicano tutti i sondaggi fatti dopo il voto i giovani dai 18 ai 34 anni hanno votato no tra il 60% e l’80%:

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Quasi tutti gli elettori centristi, in questo caso rappresentati da Patto Civico hanno votato SÌ.

L’elettorato di Berlusconi si è in parte astenuto più ed una parte stimata al 25% ha votato SÌ. Dato che si nota nei quartieri di Rimini dove tradizionalmente il voto di centro destra è più radicato (Marina centro, Centro storico, via Covignano).

Quasi tutti gli elettori del Movimento 5 stelle hanno votato contro la riforma (90%). In questo caso l’analisi è stata fatta sui risultati delle politiche 2013.

Un Voto che consegna alla politica molto elementi di riflessione ed approfondimento. Il messaggio che il Paese ha dato con questo voto ha un significato molto più profondo di un semplice SÌ o un semplice NO ad una riforma.

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