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“Fuga di gas” nel bilancio comunale di Rimini, buco da 3,6 milioni

Sorpresa, inaspettata, per il bilancio del Comune di Rimini 2016.

Infatti ad anno ormai più che avanzato l’Amministrazione ha dovuto fare i conti con il mancato riconoscimento da parte di Adrigas (già SGR) del canone per la concessione delle reti di distribuzione del gas, pari a oltre 3,6 milioni di euro, di cui solo la prima tranche (1,8 milioni) era stata inserita in bilancio.

La somma non è stata riversata dal gestore al Comune per effetto di tre recenti sentenze emesse da tre tribunali ordinari italiani che, chiamati ad esprimersi su contesti simili al nostro, di fatto hanno azzerato i canoni concessori da riconoscere all’ente concedente, andando in controtendenza rispetto alle indicazione date dal Ministero per lo sviluppo economico e dall’Aeegsi, l’authority per Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.

Il contenzioso nasce dal fatto che il contratto di concessioni delle reti di distribuzione del gas è scaduto già nel 2015 ed il nuovo bando per l’individuazione del gestore deve avvenire, in base alle norme vigenti, entro dicembre 2016 e la conclusione non avverrà prima della fine del 2017.
In questo periodo la gestione, in regime di proroga, la continua fare l’attuale concessionario.

E’ proprio su questo punto, la proroga, che intervengono le sentenze dei tribunali.
In particolare la sentenza del Tribunale di Milano ritiene che la proroga obbligatoria della gestione del servizio non comporti anche la proroga del contratto in essere dopo la sua scadenza.
Inoltre, vi è anche la preoccupazione che sostenere la prosecuzione degli obblighi di pagamento dei canoni originari anche dopo la scadenza della concessione costituisce un incentivo al mantenimento dello status quo piuttosto che all’avvio delle nuove gare d’ambito che prevedranno il pagamento di canoni spesso molto inferiori a quelli pattuiti in precedenza in vista di una lunga durata delle concessioni.

A fronte di questa situazione il Comune di Rimini è dovuto correre ai ripari ed intervenire con un’operazione di riequilibrio, sinora mai utilizzata andando ad attingere a parte degli oneri di urbanizzazione, potendo iscrivere in entrata solo 450 mila euro dei 3,6 milioni di euro iscritti a bilancio per il canone di Adrigas.

E’ un atto obbligato, in attesa degli auspicati chiarimenti giurisprudenziali e/o normativi che il Comune di Rimini, assieme a decine di altri Comuni italiani e ad Anci, ha già richiesto in merito.

Evidente che questa scelta, obbligata, comporterà una riduzione degli investimenti previsti con gli oneri di urbanizzazione.
Vi è da aggiungere, che se non arriveranno chiarimenti puntuali, gli effetti si sentiranno anche per il bilancio 2017.

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