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Giometti Cinema, una tradizione lunga 50 anni. L’intervista a Massimiliano

Se dici cinema e ti trovi tra Rimini e Riccione è inevitabile che il pensiero corra a Massimiliano Giometti. L’imprenditore, classe 1970 e riccionese doc, gestisce i multisala Cinepalace, nella Perla e il Multiplex Le Befane, nella capitale della Riviera romagnola. Ma la passione per proiettori, pellicole e maxischermi è parte integrante del Dna di famiglia, a cominciare da quello di suo nonno Gino, da cui tutto ebbe inizio.

Ma come si riesce a diventare in un certo senso il “Re” del Cinema in Romagna? Lo abbiamo chiesto proprio a Massimiliano Giometti.

Massimiliano Giometti, si ricorda da quanto è attivo in questo mondo? Imprenditori in questo campo, si nasce o si diventa?

«Sono nel mondo cinematografico da sempre. Mio nonno Gino iniziò a proiettare nelle colonie estive e nelle feste di paese con un proiettore portatile 16mm, per poi aprire i primi cinema all’aperto, le cosiddette arene, alla fine degli anni ‘60. Nel 1973 corona il suo sogno: costruire il primo Cinema al chiuso, con platea e galleria, per intenderci si trattava del Cinema Parioli a San Giovanni in Marignano».

E poi?

«I suoi figli Gianni e Salvatore proseguirono l’attività, acquisendo altri cinema a Cattolica, Pesaro, Rimini e Ancona. Nel 1999 Gianni, mio padre, ha l’intuizione di aprire le multisala e da ottobre del 2000 a Fano, fino al 2011, insieme ai suoi figli: io, Gianluca e Silvia ne apre ben 15, sparse tra Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Marche ed Abruzzo».

Che cosa vuol dire la parola “Cinema” per lei?

«Per me è semplicemente una condivisione di emozioni».

Cosa accade quando si spengono le luci in sala?

«Quando si spengono le luci in sala si entra nel mondo che desideriamo o perlomeno che sogniamo».

Come si riesce a stare sulla cresta dell’onda per tutti questi anni?

«L’espansione di una catena cinematografica dipende da tanti fattori: la necessità di accrescere il potere contrattuale; la crescita degli elementi concorrenti; la fidelizzazione dei clienti. Mio nonno Gino ha dato tutto per quel cinema, costruito facendo debiti e, purtroppo, per mancanza di pellicole in prima visione e spettatori ci è morto anche all’interno. Questo però ha dato la spinta ai figli ad ampliare l’azienda. Il mercato è sempre altalenante come in altri campi e da noi quell’altalena è spinta da agenti esterni come le produzioni di film e le distribuzioni. Abbiamo affrontato le difficoltà e la maniera migliore per farlo è sempre stata quella di anticipare il problema, rivolgendosi alla nostra clientela con servizi e mezzi innovativi».

In che modo?

«Ad esempio, siamo stati tra i primi 3 circuiti cinematografici ad installare un proiettore digitale nel lontano 2004, i primi a inaugurare la prima multisala con 14 schermi a Prato 2008, completamente digitalizzata. I primi ad aprire la prima multisala completamente in digitale 4K con Sony in Italia, a 7 schermi a Tolentino nel 2010, e infine tra i primi 5 in Europa e i primi in Italia ad installare il proiettore Laser Sony 4K, al Cinepalace Riccione 2018».

Ha mai pensato di riaprire qualche sala cinematografica anche a Cattolica? Ai cattolichini farebbe molto piacere…

«No, perché richiederebbe un investimento sproporzionato rispetto all’utenza. L’unico mio dispiacere è vedere l’Ariston 2 (Ex Parioli ndr), il cinema di mio nonno, chiuso».

E invece, visti i suoi successi in campo imprenditoriali, le hanno proposto di rilevare società sportive della zona? È appassionato di qualche sport?

«Sono un appassionato di sport e li seguo tutti ma prevalentemente il calcio. In passato, abbiamo avuto l’opportunità di affiancare alcune realtà sportive in un modo o nell’altro, tuttora ci vengono fatte proposte che valutiamo sempre molto attentamente».

Sta bollendo in pentola qualche nuovo progetto?

«Le prossime novità saranno rivolte alle aziende e alle scuole e ci a avvaleremo anche di nuovissime tecnologie di realtà virtuale».

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