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Inaugurata la mostra “Cesare Pronti da Cattolica (1626-1708). Un omaggio in quattro atti”

La mostra di Cesare Pronti, pittore secentesco nato a Cattolica e morto a Ravenna, riporta finalmente la pittura dentro la Galleria Comunale Santa Croce, dal 1980 sede privilegiata e pressoché unica delle mostre d’arte in città. Era essenziale riannodare quei fili e l’occasione del 750° compleanno è parsa particolarmente felice per riprendere la riflessione intorno alla pittura di Cattolica, partendo dalle origini o, meglio, dal suo esponente più antico, che fu “prospettivo, architetto e pittore”, artista coltissimo e visionario.

Ad Alessandro Giovanardi, illustre storico dell’arte riminese, è stata affidata la curatela, e con lui hanno lavorato critici e storici certamente “illuminati”: Ivana Balducci, Annamaria Bernucci, Maurizio Castelvetro e Massimo Pulini.


Il frutto di questo interessante lavoro è una rilettura, e in qualche caso per la prima volta una lettura, dell’opera di Pronti, entro uno sguardo critico che ha svelato influenze, modi e forme del suo comporre e del suo tratto. E da tutto ciò è scaturita soprattutto una nuova curiosità intorno all’artista, che merita certamente una rilettura compiuta e ben più estesa, cui si rimanda come imprescindibile, prossimo appuntamento.

La mostra è stata nel pomeriggio di sabato scorso presso il giardino del Museo della Regina da Alessandro Giovanardi affiancato dagli altri curatori, che hanno introdotto alla lettura delle opere esposte: “Sansone e Dalila”, grande olio su tela attualmente in deposito presso i Musei di Rimini; “Il martirio di Sant’Agata”, un altro olio su tela di collezione privata; l’olio su carta “Il Battesimo dei Magi”, attualmente a Cattolica (collezione privata) e “La Madonna e il Bambino appaiono a un Santo”, un olio su tela di collezione riminese.

Nel corso della mostra, grazie a Photò di Davide Drei, è possibile effettuare un Virtual Tour a 360° di uno degli ambienti dipinti da Pronti a Ravenna.

È evidente dunque che una esposizione d’arte è frutto di un grande lavoro di squadra e di una profonda comunità di intenti: da parte dei proprietari dei quadri; da parte di Congregazioni quali quella della Confraternita di San Girolamo e della Santissima Trinità, che ha messo a disposizione molte immagini, o di Istituti quali la Biblioteca Classense e il Museo Tamo di Ravenna che hanno consentito al fotografo Gilberto Urbinati alcuni scatti significativi, o ancora della città che la ospita.

Presso la Galleria Santa Croce è in vendita il catalogo della mostra edito dall’editore Pazzini e curato da Alessandro Giovanardi.

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