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Insieme per Coriano: “L’istituzione del presidente del consiglio risponde a logiche tutte politiche”

Il comunicato dei consiglieri di minoranza in consiglio comunale a Coriano:

La mutazione genetica è completata. Da paladina della spending review a “così fan tutti”. Anche il sindaco Spinelli, dopo cinque anni trascorsi a puntare il dito contro la vecchia politica sprecona, sembra aver adeguato la sua strategia. Così gli amministratori, alla prima seduta utile, hanno pensato bene di ripristinare i rimborsi spesa, smentendo di fatto se stessi e la delibera con cui qualche anno fa, accompagnati da squilli di tromba e titoli di giornale, avevano annunciato l’inizio della rivoluzione copernicana al grido di “No agli sprechi”. Alla faccia della coerenza! Dev’essere per questo che l’Amministrazione, con la medesima logica, ha confermato il vecchio staff del sindaco, quel carrozzone che costerà alla collettività 150mila euro per i prossimi cinque anni. E solo per occuparsi di attività a carattere politico, non potendo svolgere – come confermato da tutta la giurisprudenza – alcuna mansione gestionale e istituzionale.

Ma non è finita. Mercoledì sera, nonostante il parere contrario dell’intera opposizione, la maggioranza, come già annunciato, ha tirato dritto anche sull’istituzione del presidente del Consiglio. Una figura, fino ad oggi ricoperta dal sindaco, non obbligatoria nei Comuni con meno di 15mila abitanti e che sarà retribuita con 3800 euro all’anno, alla faccia degli sprechi e della spending review. Finalità? “Contenere gli interventi della minoranza” si è lasciato scappare, con un lapsus probabilmente freudiano, il capogruppo Mazzotti. Battute a parte, “Insieme per Coriano” ha espresso disponibilità a votare favorevolmente la delibera, ma solo nel caso questa fosse stata a costo zero per la collettività. Oppure, come già proposto, se fosse stato lo stesso sindaco – che come detto nei Comuni sotto 15 mila abitanti ricopre anche il ruolo di presidente dell’assise – a decurtarsi lo stipendio del 10%. Proposta chiaramente bocciata, a dimostrazione del fatto che anche l’istituzione del presidente sembra rispondere ad altre logiche, tutte politiche, lontane anni luce dai bisogni reali della collettività corianese“.

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