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Lotta ai tumori: i consigli degli americani, così semplici ma così difficili

Abbiamo già parlato degli enormi progressi nella terapia dei tumori nel corso del 2017-18, secondo quanto attestato dai ricercatori americani.
Ma una parte del loro recente documento è dedicato anche alla prevenzione delle Neoplasie.  Per la verità si tratta sia di prevenzione primaria (l’abolizione del rischio oncogeno) che di prevenzione secondaria, meglio conosciuta come diagnosi precoce.
Alle cause citate nel documento sono dovute circa l’80% delle patologie oncologiche; di qui i consigli che gli autori americani suggeriscono per evitarle.

I NUOVI CRITERI PER LA PREVENZIONE ONCOLOGICA.

Per la verità non molto di nuovo sotto il sole per la prevenzione nel 2018, anche se il documento fa rilevare come ancora troppo poco si fa, da parte del pubblico come del privato, in questa direzione.

Ecco quindi i punti cardine secondo gli americani: la prevenzione del cancro oggi si esercita con gli screening oncologici, la vaccinazione , il controllo dell’uso del tabacco, una sana alimentazione e una attività motoria adeguata.

I ricercatori stimano che il 50% (non poco!) dei casi di cancro e di morti possono essere prevenuti con semplici (dicono loro, ma in realtà non facili) cambi degli stili di vita, che comprendono naturalmente evitare il fumo, consumare poco alcol, mantenere il peso corporeo e fare moto con regolarità.

Cinque cancri in particolare possono essere evitati – quello del fegato, dello stomaco, del collo dell’utero, del colon e del polmone – con gli screening (utero, colon, mammella), le vaccinazioni contro l’epatite B e i Virus HPV, l’astinenza dal fumo e dall’alcol, da un eccesso di carni processate o lavorate, seguendo naturalmente la dieta mediterranea. E un numero notevole di altri possono essere ridotti seguendo le stesse regole.

La vaccinazione contro l’HPV, fanno notare gli americani, usato principalmente per la prevenzione del cancro del collo dell’utero,
può ridurre anche i cancri della cavità orale e dell’esofago.

Per non parlare del grande miglioramento nella guarigione del tumore della mammella con lo screening e della prevenzione del Melanoma evitando eccessive e rapide abbronzature o l’uso dei lettini abbronzanti, senza poi l’uso dei filtri protettivi.

UNA SORPRESA.

E’ l’affermazione che l’uso delle E- sigarette può stimolare l’aumento nell’attitudine a fumare.

Uno studio condotto su adolescenti dai 14 ai 30 anni ha dimostrato che l’uso dell’e-sigarette aumenta di 3.6 volte in più l’attitudine al fumo rispetto a coloro che non ne fanno uso (Jama Pediatrics 2017).

Un altro studio ha poi messo in evidenza che nei teenager americani (12-17 anni) circa il 3.1 % usa e-cigarette e il 4.6% tabacco, mentre negli adulti il rapporto è 6.7% e-sigarette e 22.5% tabacco. Inoltre una buona percentuale sia di adolescenti che di adulti usano entrambi i prodotti indifferentemente.

Per queste ragioni il Centro per il Controllo delle Malattie americano è giunto alla conclusione che scoraggiare il pubblico i genitori, i comunicatori, i giovani e gli insegnanti all’uso delle sigarette elettroniche appare la soluzione più ragionevole.

DUE CAUSE CARE AGLI AMERICANI.

La prima riguarda le abbronzature domiciliari. Nelle donne che iniziano i trattamenti prima dei 30 anni  il rischio di Melanoma aumenta del 30% e più giovane è l’età in cui si inizia più alto è il rischio.

Il secondo riguarda l’uso di alcol. E giù tutta una serie di raccomandazioni: ridurre il numero dei negozi che vendono solo alcolici, aumentare le tasse sull’alcol, ridurre le ore di vendita al dettaglio, rafforzare le leggi che proibiscono l’alcol ai minori, evitare la pubblicità delle bevande alcoliche . Sembra di essere in parte anche a Rimini.
Vi è molto da imparare anche da parte della nostra società su queste norme.

Come si diceva, le regole sono semplici, ma difficili da applicare. E i luoghi in cui iniziare ritengo debbano essere la scuola e la famiglia.
Nella scuola molto si è iniziato a fare sull’alimentazione, molto meno sull’attività motoria. Su questo ultimo argomento c’è ancora molto da fare, visto il forte impatto che può determinare sulla salute dell’adolescente, sia organica che formativa e psichica.
Certo, facciamo studiare i nostri giovani, ma non solo: se non iniziano a scuola le attività motorie continueranno le cattive abitudini per tutta la vita.

Alberto Ravaioli

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