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Marcia FN, ANPI: “Buffonata, quale sicurezza dal pregiudicato Ottaviani?”, mentre la vicenda arriva in Regione

Giusi Delvecchio, presidente del Comitato Provinciale A.N.P.I Rimini commenta le iniziative di Forza Nuova sulle spiagge riminesi:

«In questi ultimi giorni – scrive l’Associazione dei Partigiani – sui giornali nazionali, oltre che a quelli locali, si stanno pubblicando i comunicati stampa di FN Romagna sulle presunte azioni di “sicurezza” compiute la scorsa settimana sulle spiagge riminesi assieme ai loro “compagni di merende” appartenenti all’Onr, movimento di estrema destra polacco».

«Su quale sicurezza possiamo contare se chi ci racconta che “controlla le spiagge” è Mirco Ottaviani, responsabile di FN Romagna, che ricordiamo essere stato condannato in via definitiva a un anno e sette mesi per tentato incendio e che recentemente ha patteggiato sei mesi (pena sospesa) per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale?».

«Le foto postate sui social e sui report giornalistici ci raccontano di un gruppuscolo di poveretti isolati dal resto delle persone che si fanno i selfie in spiaggia in atteggiamento machista di giorno e di notte. Lo stesso loro comunicato stampa ci racconta che sono scortati dagli uomini della pubblica sicurezza (quella vera, questa volta!) che ringraziamo (loro sì per davvero!) per il lavoro svolto».

«A questo punto quindi voglio bollare questa iniziativa per quello che è: una buffonata, che altro scopo non ha se non dare visibilità a quello che sembra essere diventato lo sport nazionale ovvero diffondere la mentalità della paura e del disprezzo verso gli altri».

«Invitiamo anche i giornalisti, che svolgono una funzione fondamentale in democrazia- quella del diritto alla libera informazione – a pubblicare notizie verificate sul campo e non solo post rimbalzati da un fb all’altro, soprattutto quando si tratta di soggetti che hanno l’abitudine di raccontare false verità per creare allarmismi incontrollati».

«Infine rivolgiamo un invito anche a tutti i cittadini e i villeggianti ospiti questi giorni a Rimini ad uscire di casa, ad occupare le piazze e a gustarsi gioiosamente gli spazi pubblici ricchi di umanità».

Intanto, la vicenda è arrivata anche in Regione: rigettare “le vere e proprie ronde” andate in scena a Miramare di Rimini. Lo chiede all’esecutivo regionale Piergiovanni Alleva con un’interrogazione in cui si invita la Giunta a spiegare quali azioni metterà in campo per “censurare questi preoccupanti comportamenti”.

Il consigliere di Altra Emilia-Romagna ricorda nell’atto ispettivo quello che è avvenuto lo scorso 6 luglio: «Circa quaranta persone hanno pianificato ed organizzato vere e proprie ronde non autorizzate. Il gesto di provocazione è stato rivendicato da Forza Nuova, assieme a esponenti di Onr, una formazione politica nazionalista polacca anch’essa di estrema destra. Forza Nuova – continua nell’interrogazione il consigliere – ha diramato un comunicato dai toni inquietanti, inneggiando alla ‘resistenza etnica’, al ‘pattugliamento contro gli invasori’ e per la ‘difesa dei popoli europei’, in cui si impegna a perpetrare tali azioni intimidatorie».

E in chiusura specifica: «La sicurezza pubblica è prerogativa esclusiva delle istituzioni preposte, non un espediente per consentire a pericolosi esaltati di fare propaganda ed intimidazione».

La risposta arriva intanto da Massimo Mezzetti, assessore regionale alle Politiche per la legalità. Per dire che non c’è spazio per le ronde nere in Emilia-Romagna. Non c’è spazio, dichiara l’assessore, in quella che è «una terra di principi democratici radicati nella Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e dalla lotta partigiana al nazifascismo. Nessuno li può mettere in discussione, tanto meno le ronde nere a cui si deve la squallida sceneggiata organizzata nelle spiagge di Rimini in nome di una presunta vigilanza e resistenza etnica che nessuno, ma davvero nessuno che può dirsi cittadino di questa regione e di questo Paese ha richiesto».

Prosegue l’assessore: «A gestire l’ordine pubblico ci sono le autorità competenti, alle quali chiediamo un impegno a far sì che – in futuro – esponenti di queste formazioni, alcuni provenienti addirittura dall’estero, non abbiano la possibilità di inscenare farse come quella cui abbiamo assistito. Peraltro, impegnando Forze dell’ordine che più utilmente avrebbero potuto essere impiegate altrove».

In Emilia-Romagna «l’intera società civile e le istituzioni – aggiunge Mezzetti – rifiutano anche solo l’idea di vedere accostate certe organizzazioni nostalgiche e proclami assurdi ai valori di civismo, convivenza e tolleranza che sono di questa regione. Qualcuno può forse pensare che oggi più di ieri certe manifestazioni possano sentirsi sdoganate da un nuovo vento che spira nel Paese. Nulla di più sbagliato per queste terre. Valuteremo certamente le iniziative necessarie – conclude l’assessore – affinché le leggi vigenti che vietano l’apologia di fascismo e il disprezzo della Costituzione vengano rispettate».

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