HomeCronacaChi mi invita in quei piccoli paradisi privati modello Rimini?


Chi mi invita in quei piccoli paradisi privati modello Rimini?


4 Febbraio 2018 / Lia Celi

A vederlo è molto carino, il prototipo della house-boat ancorato alla Darsena di Rimini. Tutto di legno e vetro, a prima vista sembra più un megabox-doccia o una sauna che un’abitazione. Eppure dentro è un piccolo confortevole nido fornito di tutto, compreso un patio con vasca idromassaggio.

Forse in una casa galleggiante non avrebbe stonato qualche tocco marinaresco, o anche solo quell’aria un po’ vecchiotta e pittoresca che ci fa innamorare degli analoghi natanti abitabili attraccati sui canali di Amsterdam, colorati e pieni di fiori.

Invece la house-boat modello Rimini (nella quale, premetto, io mi trasferirei comunque di corsa, se non altro perché sembra facile da pulire) ha un’aria asettica e, per così dire, «terrestre», cui manca solo un pizzico di poesia rivierasca, alla quale provvederanno sicuramente le intemperie e i gabbiani della Darsena.

Nei prossimi mesi al primo solitario prototipo si aggiungeranno altri due esemplari, e ben presto avremo un vero e proprio resort marino. Sarà difficile non invidiare chi abiterà in quelle lussuose casette, soprattutto se le guarderemo di notte e da una certa distanza. Quando siamo al buio e all’aperto, tutti gli abitacoli lontani in cui brilla una luce ci fanno balenare un sogno di intimità e di calore da cui siamo esclusi.

Ci succede fin da bambini, guardando dall’automobile le luci accese dietro le finestre di qualche condominio, ma anche osservando il serpente luminoso dei finestrini di un treno notturno che ci passa davanti mentre siamo fermi al passaggio livello.

E le lampade che risplendono nelle tende e nelle roulotte nei campeggi? Ci fanno gola anche se le guardiamo dalla terrazza di un quattro stelle. Quei salotti e quegli scompartimenti, quelle tende e quelle roulotte, ci sembrano piccoli paradisi di felicità struggente.

E magari in quei salotti coppie si stanno tirando i piatti, oppure lui sta spaparanzato sul divano davanti alla tele mentre lei dal bagno manda selfie compromettenti al collega. Sicuramente in quegli scompartimenti, se appartengono a un treno italiano, le luci sono l’unica cosa che funziona perché le toilette puzzano, il riscaldamento è rotto in una carrozza su due e i passeggeri esasperati stanno infamando il controllore perché viaggiano con mezz’ora di ritardo di cui nessuno ha dato ancora una spiegazione.

E quanto alle tende e alle roulotte, forse le lampade sono accese solo perché corre voce che nel campeggio si aggiri un serial killer con una maschera da portiere di hockey e tutti vegliano in preda al terrore.

No, un momento, non sto dicendo che succederà tutto questo anche nelle nostre case galleggianti! Sono certa che ospiteranno solo persone serene e beneducate e tutto funzionerà a perfezione, l’imperfetta perfezione che possiamo permetterci sulla terra. Se poi, quando passiamo di lì notano i nostri sguardi invidiosi e magari ci invitano a condividere l’idromassaggio o a bere qualcosa nel patio sotto le stelle, ancora meglio.

Lia Celi www.liaceli.it