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Mondaino, Giuseppe Stellato in residenza all’Arboreto con Automated Teller Machine

Continuano le residenze artistiche accolte da L’arboreto-Teatro Dimora di Mondaino. Dal 2 al 12 settembre sarà la volta di Giuseppe Stellato | stabilemobile compagnia Antonio Latella per la ricerca e la composizione del nuovo spettacolo Automated Teller Machine.

Terminata la residenza nel teatro nel bosco, la compagnia presenterà Automated Teller Machine in anteprima nazionale sabato 12 settembre alle ore 17 al Teatro Lavatoio di Santarcangelo di Romagna, nell’ambito del Cantiere Poetico per Santarcangelo (ingresso a contributo libero – prenotazione obbligatoria on line sul sito www.cantierepoetico.org).

Teller, sostantivo.

Traduzione: Cassiere (cashier, teller)

Narratore (narrator, teller, writer)

“Digitare il codice segreto avendo cura di non essere osservati”.

La scritta che compare sullo schermo del bancomat mette sempre un po’ di agitazione, ci spinge a guardarci intorno, a capire se qualcuno ci stia spiando mentre schiacciamo i tasti e magari possa scoprire la chiave d’accesso al nostro conto in banca. Contemporaneamente una voce da un altoparlante prova a rassicurarci dicendoci che l’area è videosorvegliata “per la nostra sicurezza”.

Quello sportello automatico rappresenta una porta di comunicazione tra pubblico e privato. Una macchina situata solitamente in luoghi aperti e di passaggio, può consentire l’accesso ad alcuni dei nostri segreti più importanti: i nostri risparmi, i nostri acquisti, i nostri viaggi, cosa abbiamo comprato, dove abbiamo dormito, quanto guadagniamo.

Le riflessioni che scaturiscono sono tante: il nostro status economico ci definisce in quanto persone? I nostri ”movimenti” possono essere considerati, in una società consumistica, i segreti più intimi? Che legame c’è tra il nostro “potere economico” e la libertà di esprimere realmente ciò che siamo? Essere privati del nostro potere d’acquisto è il tipo di censura che ci spaventa di più? Da queste domande nasce l’idea di lavorare con una macchina ad alto potenziale simbolico, che ci costringe a interrogarci sul potere di un elemento tanto concreto quanto astratto, spesso alla base di molte delle controversie della nostra società: il denaro.

Questo lavoro si pone come naturale conclusione di un ciclo performativo legato al rapporto uomo-macchina, dove le tematiche affrontate trovano in quest’ultimo capitolo un possibile esito.

 

BIO GIUSEPPE STELLATO

Giuseppe Stellato | stabilemobile compagnia Antonio Latella

Nasce a Caserta nel 1979. Nel 2008 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli in arti visive e discipline per lo spettacolo con una tesi sull’installazione multimediale. Ha all’attivo numerose partecipazioni a mostre ed esposizioni nazionali ed internazionali sia con lavori personali che con interventi site specific (Madre di Napoli, La Générale di Parigi, museo Campano di Capua, Castello Carlo V di Lecce). Per il teatro realizza nel 2010 “Il sonno di Benino” un’installazione multimediale presentata al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli. Dal 2014 è membro di stabilemobile compagnia Antonio Latella e nel 2015 firma le scenografie degli spettacoli: “Ti regalo la mia morte, Veronika”, “MA”, e “L’IMPORTANZA DI ESSERE EARNEST” tutti per la regia di Antonio Latella. Nel 2017, sempre con Latella, firma le scene di “Pinocchio”, al Piccolo di Milano e successivamente progetta e realizza le scene di “Aiace” di Linda Dalisi e di “Essere bugiardo” per la regia di Emiliano Masala. A settembre firma la regia di “Oblò”, installazione-performance presentata al Terni Festival 2017, a cui segue il secondo capitolo “Mind the gap”. Entrambi i lavori sono stati presentati nella sezione teatro della Biennale di Venezia del 2018, dal titolo “Atto secondo attore-performer”. Ad ottobre 2018 riprende la collaborazione con Emiliano Masala firmando le scene di “6 personaggi in cerca d’autore”, prodotto da Lugano Arte e Cultura. Con Antonio Latella, firma le scene di “Aminta”, produzione stabilemodime e AMAT, “EINE GÖTTLICHE KOMÖDIE. DANTE < > PASOLINI”, presso il Residenz Theate di Monaco di Baviera, “Bonaventura prigioniero dell’isola dei pappagalli”, al teatro Carignano di Torino, e “La valle dell’Eden” presentato all’Arena del Sole di Bologna.

Nello stesso anno collabora col regista Leonardo Manzan per le scene di “Cirano deve morire”, che ha debuttato nella sezione teatro della Biennale di Venezia 2019.

Il programma completo delle attività annuali de L’arboreto (residenze artistiche, prove aperte, formazione e progetti speciali) è disponibile sul sito www.arboreto.org

 

 

 

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