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Morciano, dall’alveo del fiume Conca spunta una vecchia Croce in ferro

A Morciano è riemersa una vecchia Croce nell’alveo del fiume Conca durante i lavori di bonifica dell’area in corso in queste settimane. Una croce in metallo posta dai cittadini all’inizio degli anni 70 per ricordare un evento storico accaduto in un periodo non precisato 300 anni prima.

Narrano le cronache storiche che il Conca, corso d’acqua torrentizio, è capace di trasformarsi in un fiume impetuoso quando la pioggia la fa da padrona. Tanto che tra gli anni 60 e 70 del 1700, il fiume si portò via non poche case e persino una chiesa. In quegli anni, va precisato, Morciano era un borgo. In epoca recente, la decisione dei discendenti degli abitanti di erigere una croce nell’alveo per ricordare le case andate in briciole tra le acque del fiume, che va detto, ancora oggi si gonfia e non poco quando le cronache narrano di maltempo e precipitazioni a non finire.

Racconta il sindaco Giorgio Ciotti che “Nell’archivio storico del Comune di Morciano – spiega il primo cittadino –  venne ritrovato un documento ai primi degli anni 2000, del genio civile del 700′ in cui si fa menzione di un tal Carlo Giuseppe Fossati, sedicente architetto e ingegnere dimorante da più anni in Rimini e ministro consolare per i regni delle Sicilie. Agli inizi degli anni ’70 del 1700 viene mandato a Morciano – in quel periodo c’erano i francesi – da dove erano arrivate notizie sulle ripetute piene del Conca che si diceva avessero fatto sfaceli, proprio vicino al borgo Morciano. Quando il Conca si riempiva il fiume tendeva ad aggredire le sponde e nel tempo era arrivato a portarsi vie le case tra cui la chiesa del borgo.  Il 2 settembre 1772 la relazione di Fossati mette nero su bianco la scomparsa di una parte del borgo di Morciano. E infatti tutt’ora, vicino al ponte sul Conca,  una strada finisce con un parapetto, laddove un tempo c’erano ancora le case”. 

Tornando ai giorni nostri, succede che nel 2019 il Comune di Morciano e il consorzio di bonifica stipulano un accordo: “il 75 per cento dei soldi pagati dai cittadini alle casse del consorzio – spiega ancora Ciotti – tornano a Mociano e con l’aggiunta di fondi del comune si iniziano a compiere opere di bonifica nell’alveo del fiume perchè quando ci sono le bombe d’acqua si gonfia e lambisce le case”.

Ma perché il ritrovamento di una croce “antica” di soli 50 anni può rappresentare un punto di svolta? “Perché – spiega ancora il primo cittadino – l’idea è quella di ampliare il parco naturalistico del fiume Conca includendo la zona in cui è stata rinvenuta la croce.  Va infatti premesso che parliamo di un’area che il Comune intende acquistare allo Stato, appartenendo ora al demanio, i contatti con l’agenzia del territorio sono stati infatti già avviati”.

 

 

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