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Perché dico un “no convinto” alle microaree per i nomadi

Sono riapparsi gli striscioni a Viserba contro l’istituzione di una microarea per nomadi in quella zona.
Chiariamo un aspetto su tutti: i cittadini ed i vari comitati spontanei nati su questo problema, dicono da sempre una sola cosa: “Smantellamento del campo di Via Islanda ed integrazione dei residenti del campo nel tessuto sociale ed economico della città, secondo le leggi attualmente vigenti”.
Ma facciamo un passo indietro per comprendere meglio questa situazione.

La Giunta Regionale ha approvato la delibera relativa alla “Strategia regionale per l’inclusione di Rom e Sinti“, lo strumento di indirizzo e programmazione degli interventi per l’inclusione di queste comunità come indicato nell’art. 2 della legge regionale 11 /2015. Anche la Strategia, come la legge regionale, deriva da norme internazionali, raccomandazioni dell’Onu su Rom e Sinti, e dalla Strategia europea sull’inclusione sociale di queste popolazioni.

La Giunta Emiliano-Romagnola con apposita delibera la n. 43/2016, individua 3 soluzioni: “1. sperimentazione e lo sviluppo di soluzioni insediative innovative di interesse pubblico, quali le microaree familiari, pubbliche e private. 2. transizione alle forme abitative convenzionali; 3. iniziative, anche sperimentali, di autocostruzione e auto recupero, nell’ambito di percorsi di accompagnamento all’autonomia socio-economica e abitativa”.

La Giunta Regionale ha indetto apposito bando per finanziare gli smantellamenti dei campi nomadi, a cui il comune di Rimini ha partecipato, ma per incompletezza documentale ha perso buona parte dei finanziamenti (circa 265.000,00 euro).

Ebbene, cosa chiedono i cittadini ed i comitati spontanei? Chiedono semplicemente di attualizzare i punti 2 e 3 della delibera e cioè: “2. transizione alle forme abitative convenzionali; 3. iniziative, anche sperimentali, di autocostruzione e auto recupero, nell’ambito di percorsi di accompagnamento all’autonomia socio-economica e abitativa” , superando di fatto ed in via definitiva i campi che siano micro aree familiari e non.

L’Amministrazione Comunale, nella persona del Vice Sindaco Gloria Lisi e nella persona del capogruppo di Patto Civico, Mario Erbetta, con l’appoggio chiaramente della maggioranza – riecheggiano ancora le famose parole del capogruppo del PD Enrico Piccari in consiglio comunale, dove affermava che i Sinti pagavano le tasse ed i cittadini riminesi no, con una mezza sommossa dei presenti a tali affermazioni – dicevo che, anziché adoperarsi per una soluzione definitiva, come la stessa delibera regionale indica, come anche le indicazioni dell’Onu e dell’Europa, più volte richiamate nella stessa, si sono inventati le “peggiori cose”, a parere dello scrivente, e cioè la creazione di 5 micro aree sperdute nel territorio, lontane da servizi e mal collegate con mezzi pubblici, ipotesi di spese per acquistare a spese del Comune casette, a cui vanno aggiunti tutti i costi di manutenzione, cessione di aree pubbliche per tali insediamenti.

Per non parlare della campagna mediatica, fondata sul tema del razzismo che è stata respinta fortemente da tutti, poiché tutti vogliono la stessa cosa: chiudere il campo di via Islanda e integrare i Rom e i Sinti. I cittadini ed i comitati sono stati tacciati di razzismo, solo perché chiedono a gran voce l’applicazione della legge. E’ ora di smetterla di dare del razzista a chi ha una sua idea, pacata e ragionata, riguardo alla integrazione dei nomadi.

Integrazione ed inclusione non vuol dire confinare queste famiglie ai limiti della città in aperta campagna, non vuol dire metterli nelle condizioni di emarginazione, non vuol dire non fornirgli un minimo di servizi, ad esempio collegamenti con mezzi pubblici.

Ecco il vero nocciolo del problema, una vision diversa di integrazione ed inclusione, dove da un lato (amministrazione comunale), si spendono migliaia di euro e il problema non si risolverà, mentre i cittadini propongono soluzioni, previste per legge, a minor costi e che risolvono il problema in via definitiva.

Leonardo Carmine Pistillo

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