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Persa l’agenzia del farmaco: se davvero ci dispiace iniziamo noi a decentrare meglio

Dunque l’Agenzia Europea per l’approvazione dei farmaci è stata definitivamente assegnata ad Amsterdam invece che a Milano ; il sorteggio ci ha puniti dopo che le due città erano arrivate alla selezione finale con un punteggio paritario, 13 voti a favore a ciascuna città da parte dei 26 Paesi europei votanti.

E’ andata allo stesso modo  con l’altra Agenzia che deve traslocare dopo la Brexit, quella per il controllo bancario (EBA), che è stata assegnata a Parigi invece che a Dublino sempre dopo un sorteggio.

Molta lo sconforto nelle nostre istituzioni; e giustamente: l’Agenzia del Farmaco (EMA), è molto prestigiosa e il suo lavoro va di pari passo con quella americana , conosciuta con la sigla FDA. FDA e EMA sono le due Agenzie che battezzano i farmaci innovativi per tutto il mondo.

E’ vero che in Italia abbiamo anche noi la nostra Agenzia, l’AIFA, con gli stessi compiti, ma poter avere in Italia l’EMA sarebbe stato sicuramente di grande utilità.

Mi lasciano però  molto perplesso le considerazioni politiche che ho letto circa la scarsa autorevolezza delle nostre rappresentanze, che per la loro debolezza avrebbero contribuito ‘alla sconfitta’.

E se questo fosse avvenuto solo da parte di Maroni e Salvini , non sorprenderebbe. Ma che un commento del genere sia arrivato anche da parte del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, mi ha lasciato un poco di amaro in bocca.

Con questo metro di giudizio, dunque anche Parigi abbia prevalso su Dublino per una maggiore influenza di Macron, che potrebbe avere ‘pilotato’ le buste dell’estrazione del risultato verso Parigi; barzellette. Perché con questa logica Dublino a sua volta avrebbe dimostrato di essere sede finanziaria più autorevole addirittura di Francoforte, che pure era in lizza ,ma in finale neppure è arrivata.

La verità è Milano era una candidatura a sua volta tanto autorevole che prima di vedersela con Amsterdam aveva già superato Atene, Vienna, Stoccolma, Varsavia, Barcellona, Bonn, Bratislava, Cophenaghen, Helsinky e altre.

Semmai ci può essere qualcosa da ridire sul meccanismo decisionale, elaborato dai Ministri degli Esteri dei 27 Paesi Europei e ormai non più adatto a delle scelte comuni.
Non dobbiamo poi dimenticare che in Italia abbiamo già a Parma la sede l’EFSA, l’Agenzia per la sicurezza alimentare (402 dipendenti);  a Torino l’ETF per training e formazione (132 dipendenti); a Ispra (Varese) la JRC  per la sostenibilità ambientale ( 850 dipendenti).

E dunque, amarezza e dispiacere, ma per favore niente drammi.
L’Italia è Paese dotato di prestigiose istituzioni scientifiche, di Università, grandi ospedali, strutture aziendali nel settore farmaceutico. E tutto questo nonostante la perdita,  circa 20 anni orsono, della nostra grande azienda  farmaceutica, che era Farmitalia.

Si tratta di continuare a lavorare con serietà e dedizione, orientando bene i finanziamenti; da noi le teste pensanti non mancano. Saremo in rete con l’EMA ad Amsterdam come lo siamo stati fin ad adesso che stava a Londra.

Piuttosto, già in passato avevo posto in risalto il fatto che le agenzie europee che abbiamo sono  solo in città del Nord (Torino, Varese, Parma) e Milano sarebbe stata la quarta della serie.

Forse sarebbe bene pensare in futuro anche al Centro e al Sud.
Sicuramente la concentrazione romana del potere ha fatto scuola, fino a decentrare… la stessa Roma.

Alberto Ravaioli

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