Home > Cultura e Spettacoli > Arte > I pittori riminesi del Trecento, che film!

I pittori riminesi del Trecento, che film!

‘In difesa delle sacre immagini’. È questo il titolo del documentario sulla scuola pittorica riminese del ‘300 che, martedì 26 giugno (ore 21, 00), verrà proiettato per la quarta volta al Cinema Fulgor, dopo le tre andate in scena circa un mese fa. Un altro grande successo per Davide Montecchi, giovane e premiato regista riminese, diventato noto al grande pubblico per il film ‘In a lonely Place’, un thriller psicologico girato a Rimini. A questo suo ultimo lavoro, una sorta di ‘diario di viaggio’ alla scoperta di chiese, musei e tesori ormai dimenticati tra la Romagna e le Marche, alla ricerca degli allievi di Giotto, hanno collaborato esperti come Alessandro Giovanardi, storico e critico d’arte, Docente di Arte Sacra e di Iconografia e Iconologia presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Rimini (che ha seguito anche la consulenza scientifica del documentario), Massimo Pulini, Assessore delle Arti del Comune di Rimini, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, e Alessandro Volpe, professore di Storia dell’Arte Medioevale presso l’Università di Ravenna.

Davide Montecchi

Montecchi, perché ha scelto di raccontare proprio la scuola pittorica del ‘300?

«Non c’è un vero perché, se non una suggestione arrivata da un Crocifisso che ho visto in una chiesa, qualche tempo fa, a Talamello. Mi è subito presa la curiosità di sapere chi fosse l’artefice di quell’opera, è nato tutto così. A Rimini e provincia possiamo ammirare bellissimi affreschi della chiesa di Sant’Agostino, molte tavole e crocifissi conservati nel Museo e ovviamente il Crocifisso di Giotto custodito nel Tempio Malatestiano».

Quanto tempo c’è voluto per realizzare questo documentario?

«Tra riprese, montaggio e post produzione, circa 6 mesi di lavoro. Il documentario è stato prodotto da Meclimone Produzioni Cinematografiche, che è la mia società, da Francesca Manno e Nicola Tassoni di Summerside International e da Elena Zanni per il Cinema Fulgor/Cinema Settebello. Inoltre, ci tengo a ringraziare ancora una volta, oltre ai docenti Giovanardi, Pulini e Volpe, anche Elisa Giardini, che ha curato tutto l’aspetto produttivo e seguito insieme a me le riprese, poi Enrico Zavatta, un musicista e sound designer di grande talento che ha realizzato le musiche e gli effetti sonori e, infine, Melissa Cecchini che si è occupata delle foto di scena».

Dove sono state fatte esattamente le riprese?

«Principalmente a Rimini, poi in diversi paesi di provincia, al confine tra Marche e Emilia Romagna: Urbania, Mercatello sul Metauro, Ravenna e Bagnacavallo».

È sempre emozionante vedere il proprio lavoro proiettato in un cinema così importante come il Fulgor?

«Proiettare il proprio film al Fulgor è incredibile. Quella di martedì 26 giugno sarà la quarta proiezione, dopo che le precedenti sono andate completamente esaurite. Un buon risultato, anche tenendo conto del periodo estivo. Sarà presente insieme a me anche Alessandro Giovanardi e dopo il film saremo lieti di rispondere alle domande e curiosità dei presenti. Speriamo che il pubblico risponda alla grande anche in questa occasione».

Lucrezia Frenquellucci, che lei conosce bene, in un’intervista di qualche giorno fa, mi ha detto che state lavorando insieme ad un nuovo lungometraggio. Ci vuole svelare di cosa si tratta?

«Sì, mi sto occupando di un nuovo lavoro con Lucrezia, ma produttivamente sarà una pellicola complessa, e l’operazione avrà tempi lunghi».

Per chi non ha ancora visto il docufilm di Montecchi, non resta quindi che approfittare di questa proiezione.

Per ulteriori info e costi: www.cinemafulgorrimini.it

Nicola Luccarelli

Scroll Up