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Rapporto Caritas: povertà in aumento e a Rimini è emergenza casa

In Emilia-Romagna nel 2016, sono state quasi 16 mila le persone povere che si sono rivolte alla Caritas per cercare aiuto.

Lo rivela “Medaglie spezzate. I poveri in Emilia-Romagna,il consueto rapporto che la Caritas Emilia-Romagna dedica alla regione, fotografando la condizione economica dei cittadini che si rivolgono alle diocesi del territorio.

Un’analisi condotta per il settimo anno consecutivo, sulla base delle informazioni fornite dagli sportelli dei Centri di ascolto delle singole diocesi. Per la prima volta, quest’anno il rapporto ha analizzato retrospettivamente i dati sull’impoverimento, in un arco temporale compreso tra il 2004 e il 2016.

In un quadro generale contraddistinto ancora da processi di impoverimento delle famiglie, anche radicali, dove la povertà è aumentata – il tasso di “povertà relativa” è passato dal 2,2% del 2009 al 4,5% nel 2016 – ma, soprattutto, si manifesta come fenomeno multidimensionale sempre più difficile da contrastare, l’Emilia-Romagna si trova comunque in una condizione migliore rispetto a quella delle altre regioni italiane, tanto che si potrebbe dire che i poveri residenti in Emilia- Romagna sono “meno poveri” rispetto a quelli del resto del Paese

Dalla fotografia della Caritas emerge che coloro che si rivolgono agli sportelli delle diocesi vivono una condizione di grave deprivazione materiale e sono socialmente isolati. Aumentano i casi di persone che si trovano a vivere per strada perché hanno divorziato, non riescono più a pagare l’affitto di casa, oppure, nel caso degli stranieri, hanno lasciato la famiglia nei propri Paesi di origine. Per quanto riguarda l’età, la fascia più numerosa è quella che va dai 35 ai 64 anni, con un evidente incremento nel tempo – dal 69% nel 2004 al 79,8% nel 2016 – dei giovani tra 18 e 34 anni.

Vediamo la situazione della provincia di Rimini rispetto alle altre realtà della Regione.

Distribuzione per sesso:

La provincia di Rimini assieme a Reggio Emilia ha percentuali di maschi oltre il 70% rispetto ad una media regionale del 59,7 %.

Italiani e stranieri. La cittadinanza:

In alcune diocesi gli stranieri hanno superato il 70%: S.Marino-Montefeltro, Modena, Fidenza, Cesena, Reggio Emilia e Faenza. Interessante notare che queste alte percentuali sono più diffuse nelle zone dell’entroterra, in città che vivono di agricoltura ed industria, piuttosto che in quelle della costa con un’economia più di tipo stagionale che si presta anche all’immigrazione interna di italiani. Le principali provenienze straniere assistite dalla Caritas di Rimini sono da: Romania, Marocco. Ucraina, Tunisia e Albania.

Stato civile

Verificando questo dato a livello delle singole realtà territoriali, si evidenziano sostanziali differenze: Bologna, Reggio Emilia, Forlì, Rimini e Parma si caratterizzano per una percentuale molto elevata di persone celibi e nubili, percentuale che supera il 40%. San Marino–Montefeltro si caratterizza per avere una percentuale molto elevata di persone coniugate (72,3%), mentre a Imola una persona su 4 è separata o divorziata. A Modena il dato che spicca è la percentuale di vedovi che supera il 10%; trattasi, in questo caso, principalmente di badanti.

Situazione abitativa:

Fra coloro che si sono rivolti ai CdA, e considerando la variabile rispetto la tipologia di abitazione, si evince come poco meno della metà si trova in una situazione di estrema fragilità abitativa che quindi o è privo di abitazione (33%) oppure ha una sistemazione di fortuna vivendo in macchina, in case abbandonate o presso amici e parenti (17%). Ciò significa che oltre il 50% delle persone incontrate ha un’abitazione stabile in affitto o in proprietà, che tuttavia non lo preserva da una condizione di povertà in quanto spesso si trova in difficoltà nel pagare il mutuo o il canone di affitto, per cui il rischio di ritrovarsi in strada, come singoli o come nuclei familiari, è altissimo. Rimini (77,7%) e Bologna (51,7%) paiono essere i territori con maggiori casi di disagio abitativo, mentre Ravenna e Carpi quelli con le situazioni relativamente più stabili.

Situazione lavorativa:

La situazione è molto critica. Quasi 8 persone su 10 che si rivolgono alla Caritas sono senza lavoro.

Nel convegno di presentazione del rapporto è intervenuta anche la Vice presidente della Regione Elisabetta Gualmini: “Stiamo costruendo un nuovo pilastro del welfare state regionale, insieme ai tanti soggetti impegnati nel sociale come bene comune, tra cui la Caritas, che svolge un ruolo cruciale e indispensabile per la difesa dei più deboli – ha sottolineato Gualmini -. La povertà esiste, purtroppo. E’ necessario, che i servizi pubblici e gli sportelli delle associazioni lavorino insieme per dare risposte efficaci alle persone che si presentano. Il reddito di solidarietà, gli strumenti nazionali e tutte le iniziative della Caritas – ha aggiunto la vicepresidente – stanno procedendo insieme, anche secondo un recente protocollo appena siglato, verso il recupero per tutti dei diritti sociali, alla base della nostra cittadinanza”.

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