Home > Salute > Crescono i vaccinati ma non i “danni” dei vaccini

Crescono i vaccinati ma non i “danni” dei vaccini

Il 2017 è stato un anno di lunghe diatribe sui vaccini. Infatti sono state introdotte 11 vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione alla scuola, suscitando parecchio dibattito, di cui ancora stiamo vivendo ‘la coda’.

L’obbligo ha portato ad un aumento di vaccinazioni che è ancora in corso, ma per la verità questo fatto non ha suscitato ulteriori polemiche, forse anche perché ad un maggior numero di vaccinanti non ha corrisposto una crescita di “evenienze collaterali” di particolare significato, almeno per quanto è a mia conoscenza. Migliaia di bambini sono stati vaccinati nella più serena “calma sanitaria”. Anche nel territorio riminese, di cui io ho personalmente informazioni in diretta, non si è verificata alcuna evenienza di particolare rilievo.

Cade quindi a proposito la pubblicazione di AIFA (Agenzia italiana del Farmaco ..e dei Vaccini) sulle reazioni avverse delle vaccinazioni nell’anno 2016.

Partiamo con i numeri.
Intanto dobbiamo sottolineare che in Italia il tasso percentuale di vaccinazione suggerito dalle organizzazioni internazionali (il 95%) è appena sfiorato per Polio, Difterite, Tetano, Pertosse, Epatite B, Hemofilus per le quali siamo al 93%, mentre per Morbillo , Parotite, Rosolia, Meningocco siamo all’85%, Pneumococco al 76,6 % , Varicella 31%.

Sono noti questo anno i molti casi di morbillo in Italia, oltre 3.672 (dati dell’estate) con 3 morti, 35% di complicanze di cui 22% con accesso al Pronto Soccorso, 89% non vaccinati e 6% con una sola dose. Ci sono stati anche 263 operatori sanitari contagiati (di qui l’obbligatorietà delle vaccinazioni per gli operatori sanitari). Siamo il 5° Paese al mondo per numero di casi.

Questi numeri ci fanno capire che c’è ancora molto lavoro da fare, in particolare nei confronti della popolazione ancora resistente.

Complicanze segnalate nel 2016: sono 4766, di cui 3256 verificatesi nel 2016 e 1356 riferite ad anni precedenti.
Quelle ritenute gravi sono 550 nel 2016 mentre le altre 783 appartengono a segnalazioni di anni precedenti.

Se guardiamo alla percentuale di segnalazione di reazioni avverse per Regione ogni 100 mila vaccinati vediamo il 35.3 nella Regione Veneto, provincia autonoma di Bolzano 24.2, Emilia-Romagna 9.5, Lombardia 3 , Sicilia 15.9, Calabria 0.9 e Campania 1.1  . Differenze difficilmente spiegabili e che andrebbero indagate e comprese meglio; in totale la media in Italia è 7.9 su 100 mila.

Gli episodi definiti “gravi” sono descritti come Iperpiressia (febbre alta), convulsioni da iperpiressia, pianto sconsolato, irritazione, sonnolenza , tumefazione e eritema (arrossamento intenso), dolore, agitazione, diarrea.
Il 54% si verifica al di sotto dell’anno di età.

Tutti gli episodi descritti, gravi e lievi, si risolvono completamente nel 78% dei casi ; gli altri vengono descritti come  ‘miglioramento’.

Decessi: dei 10 decessi segnalati, 6 nel 2016 e 4 negli anni precedenti, un’analisi dei singoli casi ha fatto emergere con chiarezza che la causa di morte verificata era completamente estranea al vaccino.
D’altra parte, ad esempio, il vaccino influenzale riguarda una popolazione anziana con molte altre patologie concomitanti, che sono alcune volte esse stesse la vera causa di morte, indipendentemente dal vaccino. Vaccino ed evento infausto, anche sono contemporanei non sono correlati.

Anche per le morti infantili si verifica lo stesso fenomeno. E cioè infanti con patologie congenite che si complicano, indipendentemente dalla vaccinazione o casi rari di quella che è conosciuta come Sudden Infants Death, presente per fortuna molto raramente anche nei bimbi non vaccinati e di cui non conosciamo ancor oggi con precisione la causa; quindi anche qui nessuna relazione con il vaccino.
In definitiva possiamo affermare che nessun decesso è stato legato alle vaccinazioni.

Reazioni particolari. Fra esse compaiono: 1 shock anafilattico, 1 bradicardia, 1 malattia di Kavasaki e, per la vaccinazione HPV (i virus a trasmissione sessuale) 1 poliradicolopatia, 1 caso di astenia nausea e vomito, 1 difficoltà a deambulare, 1 cervicalgia con cefalea.
Tutti i casi descritti si sono risolti spontaneamente o con le terapie.

TIRANDO LE SOMME

Come nei precedenti report sulle segnalazioni avverse da vaccini, anche in questo del 2016 sono segnalate tutte quelle verificatesi, che si attestano dalle lievi (la maggior parte), a quelle più gravi al 7.9% ma sempre nei limiti del controllo medico. La maggior parte, diciamo l’80%, si risolve spontaneamente o con le cure, mentre circa un 15% viene classificato come miglioramento. Alcuni casi risultano indeterminati o persi al controllo.

Se ne possono trarre tre osservazioni:

La prima è relativa ai casi classificati come miglioramento , in particolare se nella categoria gravi. Lasciare senza ulteriore studio la risoluzione parziale (miglioramento) a me pare un errore, così come per i casi indeterminati.
Si può migliorare.

La seconda: sarebbe bene che in ogni Azienda sanitaria ci fosse un piccolo gruppo di esperti sanitari che seguisse le reazioni avverse gravi fino alla conclusione dell’iter diagnostico, anche seguendo ‘i pazienti’ a domicilio, attraverso i medici di famiglia.
Una maggiore precisione in miglioramento e indeterminato appare auspicabile.

La terza: i report dei singoli Paesi, come questo dell’Italia, sono doverosi e interessanti, ma necessitano di un respiro più ampio. Sarebbe bene che i ministeri in collegamento fra loro stilassero un report europeo.

Ultima annotazione: se guardiamo la tabella allegata alle reazioni avverse da Vaccini (che sotto alleghiamo) ci sono anche quelli da farmaci e sono un certo numero. Dovremmo allora – facendo un paragone con le paure per i vaccini – smettere di prendere farmaci ( antibiotici, antipertensivi ecc.) perché possono causare effetti collaterali?
E’ chiaro che i farmaci vanno presi solo quando indicato, ma il loro ruolo appare insostituibile.
I farmaci servono a curare le malattie; i vaccini a prevenirle e a non farle venire.

Cui prodest tanta acredine e testardaggine ?
Si tratta solo di seguire – bene – le regole della medicina moderna, che non vive di dogmi, senza preclusione alle osservazioni, ma anche senza paure aprioristiche e non dimostrate, che fanno il male nel complesso ai nostri ragazzi.

Qui si può consultare il documento AIFA Report sulle reazioni avverse 2016 a farmaci e vaccini.

Alberto Ravaioli

Scroll Up