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Regione, Sensoli, Bertani (M5S): “Serve un monitoraggio all’inceneritore di Raibano”

Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, hanno presentato una interrogazione in Regione chiedendo che ARPAE avvii al più presto un’indagine sui rischi sanitari e ambientali legati alle emissioni sprigionate dall’impianto di via Raibano:

Dopo 5 anni dall’ultimo monitoraggio crediamo sia necessario che ARPAE ne effettui uno nuovo. Anche perché in questi anni l’inceneritore di Coriano ha continuato a bruciare un numero sempre crescente di rifiuti”. È questa la richiesta di Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta dopo che negli ultimi giorni le amministrazioni comunali di Misano Adriatico e San Clemente hanno chiesto da ARPAE di avviare un nuovo monitoraggio dell’aria nella zona dell’inceneritore di Coriano. “In 21 anni le tonnellate di rifiuti inceneriti nell’impianto di via Raibano sono amentate dell’80% passando dalle 81.778 tonnellate/anno del 1994 alle 147.351 del 2015 – spiegano i due consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle – un dato che la dice lunga sulla quantità di sostanze potenzialmente tossiche che i residenti dei comuni vicini all’area dell’inceneritore hanno respirato e stanno respirando in questi anni. Ecco perché crediamo che visto che l’ultimo monitoraggio risale al 2013 crediamo sia arrivato il momento di avviarne al più presto un altro sia ambientale che sanitario”. Nella loro interrogazione i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle ricordano come gli inceneritori non sono una valida soluzione per il trattamento dei rifiuti, in quanto ne riducono semplicemente il volume ma ciò a prezzo di un inevitabile impatto ambientale in quanto c’è comunque “un’emissione di particolato, diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici e metalli”. “Solo qualche mese fa l’assessore del Comune di Coriano ammise che non tutte le emissioni sono normate, quindi di esse vengono fatti controlli poco frequenti o, addirittura, non vengono controllate – concludono Sensoli e Bertani – Ecco perché un nuovo monitoraggio oggi è importantissimo per capire quanti veleni l’inceneritore sta continuando a sprigionare”.

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