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Rimini. Aumenta la tassa sui rifiuti, ecco tutte le nuove tariffe

La prima e quinta commissione consigliare hanno approvato le nuove tariffe della tassa sui rifiuti (Tari).

L’aumento si è reso necessario a seguito della delibera del Consiglio d’Ambito dell’Agenzia (ATERSIR) che ha approvato il PEF (piano economico finanziario) del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2018 del Comune di Rimini, per un importo complessivo pari a € 33.981.132,00.

All’importo del PEF approvato dal Consiglio locale sono da aggiungere:

  • l’IVA che grava sulle fatture che saranno emesse a fronte dello svolgimento del servizio da parte del gestore (con esclusione della quota fondo terremoto);
  • il fondo rischi su crediti;
  • le agevolazioni riconosciute ai contribuenti per raccolta differenziata presso i centri ambiente;
  • i costi amministrativi di gestione e riscossione della tassa (CARC);
  • i rimborsi da riconoscere ai contribuenti

La previsione di costi gestionali TARI, e di conseguenza di entrata per il 2018, considerata la normativa che impone la copertura al 100%, ammonta quindi complessivamente a € 42.037.406,30, di cui € 41.547.406,30 a carico dei contribuenti, € 400.000,00 entrata derivante da recupero evasione/elusione, € 90.000,00 quota di contributo MIUR.

Nel 2017 la Tari aveva un costo complessivo per i contribuenti pari ad €. 40.451.384.

L’incremento tariffario medio è del 2,90%.

La discussione in prima e quinta commissione è durata qualche ora. Particolarmente accesa è stato il confronto tra i consiglieri comunali  sulle modifiche all’articolo 5 del regolamento. Infatti è stato riscritto il comma sulle esenzioni per i luoghi di culto: “edifici in cui viene esercitato pubblicamente il culto (chiese, moschee, templi e similari) e le aule adibite esclusivamente ad attività di catechismo.  Secondo alcuni consiglieri comunali la definizione generica di culto potrebbe provocare abusi nel richiedere l’esenzione della Tari. Qualunque sodalizio potrebbe, infatti, chiedere l’esenzione della TARI in quanto luogo di culto. La giunta si è impegnata a presentare un emendamento in consiglio che limita l’esenzione ai culti religiosi già riconosciuti dalla Stato.

Le modifiche tariffarie per le famiglie:

Le nuove tariffe per le attività economiche:

Questa la comunicazione delle novità da parte del Comune di Rimini:

Le modifiche al regolamento della Tari, la tassa sui rifiuti, sono state al centro della seduta congiunta della I e V Commissione consigliare riunitasi questa mattina. L’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini ha infatti illustrato le principali novità introdotte nel regolamento per la Tari 2018, che in particolare introducono nuovi incentivi e agevolazioni per le utenze non domestiche. Nel nuovo regolamento infatti viene riconosciuto un incentivo alle utenze non domestiche che oltre a conferire correttamente in raccolta differenziata, si adoperano a rendere sempre più pulito, ordinato e decoroso il contesto cittadino attraverso l’utilizzo di schermature che mitighino l’impatto visivo dei contenitori dei rifiuti, particolarmente importante nelle zone più frequentate dai cittadini e dai turisti. In particolare, proseguendo nell’esperienza già avviata lo scorso anno, è prevista una riduzione tariffaria del 15% (contro il 6% dello scorso anno) agli stabilimenti balneari che accorpandosi sviluppino una consistente superficie (superiore ai 25mila mq) e che realizzino sistemi di raccolta differenziata e di schermature ai contenitori dei rifiuti.

Altra modifica, in linea con la legislazione statale e già adottata da altri comuni in Regione come Parma e Bologna, prevede l’estensione dell’esenzione della Tari a tutti i luoghi di culto delle confessioni religiose che hanno un’intesa con lo Stato italiano, comprese le aule adibite esclusivamente ad attività di catechismo. “Dalla commissione – spiega l’assessore Brasini – è emersa la necessità condivisa di andare a definire meglio i confini di tale esenzione. Per questo motivo si lavorerà ad un emendamento congiunto alla delibera che arriverà in consiglio comunale”.

Inoltre dal 2018, per agevolare i contribuenti, viene spostato il termine per il pagamento della prima rata (o della rata unica) della TARI dal 15 maggio al 31 maggio.

All’ordine del giorno delle Commissioni anche l’approvazione delle tariffe per il 2018. Anche per quest’anno si mantiene la stessa impostazione già approvata per il 2017, che garantisce l’eliminazione di sperequazioni tra le diverse categorie, mantenendo al contempo tutte le esenzioni, le agevolazioni e le detrazioni già introdotte. Il piano finanziario 2018 approvato da Atersir prevede un costo per la Tari di poco più di 41 milioni di euro. Tra le voci di costo che compongono il PEF riveste una particolare importanza l’accantonamento al fondo svalutazione crediti, accantonamento obbligatorio per legge, e che per quest’anno ammonta a 2.980.000 di euro. Questo determinerà un aumento tariffario pari al 2,9%, più basso del preventivato; il contenimento dell’aumento, che si attesta all’1,8% nel triennio 2016-2018, è stato possibile grazie alla potente azione di contrasto all’elusione ed evasione del tributo.

“Un’azione fondamentale – sottolinea l’assessore Brasini – senza la quale l’aumento della tariffa sarebbe stata superiore al 10%, con un impatto più pesante per i contribuenti. L’attività di recupero dei tributi non versati, iniziata nel 2016 e potenziata nel 2017, ha consentito il recupero di oltre 6 milioni di euro tra importi insoluti ed evasi. Proprio per questa ragione, abbiamo tutta l’intenzione non solo di proseguire su questa strada, ma di potenziare questa attività anche per il 2019, con il duplice obiettivo di perseguire l’equità fiscale e di recuperare risorse indispensabili per continuare a contenere gli aumenti delle tariffe e confermare ed ampliare le agevolazioni e le esenzioni rivolte agli utenti domestici e non”.

Nel 2017, è stato infatti di 220 mila euro il totale di agevolazioni destinate alle utenze domestiche, in particolare per i contribuenti in situazioni di disagio sociale; ammontano invece a oltre 2 milioni di euro le agevolazioni rivolte alle utenze non domestiche, che comprendono piccoli artigiani e imprenditori.

“Un’attenzione quindi al mondo produttivo – prosegue l’assessore Brasini – per alleggerire le imprese con le implicazioni positive che possono derivare sul fronte del lavoro e dell’occupazione. Anche per questo motivo siamo convinti che il contrasto vigoroso all’evasione fiscale sia determinante, sia da un punto di vista prettamente finanziario, sia soprattutto per un discorso di equità e di equilibrio. Porto un esempio, significativo per l’importanza che riveste nell’economia del territorio: il settore alberghiero fa segnare un insoluto di 2.615.000 euro, pari al 29% della categoria. Numeri che contiamo di poter tagliare nel prossimo futuro, proseguendo nell’azione di controllo – conclude l’assessore – e soprattutto confidando nella collaborazione e nel supporto delle Associazioni di categoria, con cui stiamo già virtuosamente interagendo sul fronte dell’applicazione dell’imposta di soggiorno e che sono le prime a voler perseguire un trattamento equo tra i loro associati”.

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