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Rimini, notte da incubo per madre e figlio, salvati dall’intervento dei poliziotti

Erano le 2,25 di questa notte quando è giunta alla sala Operativa della Questura una chiamata sul numero di emergenza da parte di un giovane il quale, in forte stato di agitazione, riferiva di essere stato sequestrato e rapinato da un uomo che, in quel momento, stava minacciando anche sua madre all’interno del parco XXV Aprile; immediatamente giunti nei pressi del parcheggio Tiberio, gli agenti delle volanti venivano avvicinati dal giovane, il quale riferiva che all’interno del parco, poco distante, vi era sua madre bloccata da un uomo, violento, sotto la minaccia di una pistola.-

Avvicinatisi in maniera discreta, aiutati dall’oscurità, i poliziotti, individuavano l’uomo e, una volta in posizione, lo bloccavano a terra senza dargli il tempo di reagire; sottoposto immediatamente a perquisizione, non gli veniva trovata nessuna arma.-

Una volta messa in sicurezza la scena del crimine, gli agenti ricostruivano, dalle testimonianze del giovane e di sua madre, i fatti, che si erano svolti secondo la seguente dinamica: i due, madre e figlio, si trovano in Italia da circa un mese e non avendo soldi per un albergo, si erano adattati a dormire nei parchi pubblici; quella sera si erano sistemati su un’area verde del parco XXV Aprile.-

Poco dopo la mezzanotte il giovane si era allontanato verso piazzale Cesare Battisti per comprare delle sigarette; giunto nei pressi della stazione era stato avvicinato da un giovane il quale, senza alcun motivo, lo aveva colpito al petto con un pugno. Rimasto senza fiato, veniva ulteriormente strattonato dallo stesso giovane che, con fare arrogante si proclamava un non meglio specificato collaboratore delle forze dell’ordine e contestualmente si infilava la mano sotto la maglietta all’altezza della cintola dichiarandosi armato di pistola.-

Dopo avergli intimato di non fare resistenza, iniziava a perquisirlo chiedendogli dove tenesse il portafogli; non trovando nulla e a fronte delle insistenze dell’altro, il povero malcapitato diceva di non avere nulla di valore poiché aveva lasciato tutti i suoi beni al parco con la sua famiglia. A questo punto il rapinatore gli intimava di accompagnarlo dove teneva le cose di valore, minacciandolo costantemente di usare l’arma nascosta e strattonandolo violentemente; troppo impaurito per reagire, il giovane lo accompagnava fino al parco dai suoi familiari, che venivano svegliati a calci dal delinquente.-

Improvvisamente quest’ultimo si sdraiava a fianco della madre del giovane, ancora stesa a terra ed in questo frangente il ragazzo trovava il coraggio di scappare ed avvertire la Polizia. La madre, in stato di shock, trovava la forza di raccontare agli agenti che il soggetto, una volta sdraiatosi accanto a lei, aveva cominciato a palpeggiarla nelle parti intime, continuando per svariati minuti, attività interrotta dall’arrivo dei poliziotti.-

Al termine degli accertamenti l’uomo, un 27enne originario di un paese extraue e con numerosi precedenti di polizia, è stato arrestato per SEQUESTRO DI PERSONA, TENTATA RAPINA AGGRAVATA e VIOLENZA SESSUALE.-

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