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Rimini, si paga per anziani e disabili ma arrivano soldi per il ‘co-housing’

Il Comune di Rimini  da un lato chiede denari per l’assistenza domiciliare per anziani e disabili, utilizzando i fondi del FRNA per progetti alquanto discutibili, affiancando alle valutazioni ISEE, le proprietà dei soggetti, a mio parare in modo del tutto arbitrario, riducendo gli assegni di cura, per mancanza fondi o meglio per decurtazione degli stessi.

Ma adesso il Comune di Rimini mette a disposizione importanti contributi a chi mette a disposizione la propria abitazione per progetti di co-housing.

I fondi, o meglio le risorse, pari a 2,8 milioni di euro stanziati dalla Regione Emilia Romagna, sono stati destinati al finanziamento di uno specifico bando regionale per l’avvio di nuove forme di coabitazione. Rientrano in questa categoria appartamenti per piccoli gruppi (massimo 5 persone) o soluzioni di co-housing (un modo di abitare in comunità, che coniuga gli spazi privati con aree e servizi a uso comune), purché riproducano le condizioni abitative e le relazioni della casa familiare.

Destinatari dei contributi sono i Comuni e loro forme associative, le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali, ma anche associazioni di genitori e singoli familiari.

Il finanziamento massimo concesso per ogni intervento non potrà superare il 90% del costo complessivo e non dovrà essere inferiore a 50 mila euro in quanto, per gli interventi al di sotto di questa cifra, la Regione ha già destinato agli Enti locali specifiche risorse con il primo riparto del fondo “Dopo di Noi”.

Grazie a questi fondi, il residence dei “Papà”, verrà destinato, molto probabilmente a queste forme di co-housing, con buona pace di tutti. Infatti da un lato il comune ristrutturerà questo stabile con fondi regionali, cosa che altrimenti non avrebbe potuto fare, da l’altro si toglie, con un colpo solo due problemi: i papà divorziati, e l’assistenza ai disabili. Destinando le risorse di bilancio ad altro, tanto paga la Regione e i cittadini, come al solito.

“Questi contributi e il programma regionale sono una sperimentazione interessante che come territorio vogliamo approfondire a pieno insieme ai famigliari e alle tante associazioni che hanno manifestato interesse e disponibilità”, dichiarava qualche tempo fa la Vice-Sindaco Gloria Lisi.

Approfondiamo pure, Vice Sindaco, intanto provi a spiegare la riduzione degli assegni di cura e poi andiamo a vedere quali associazioni beneficeranno dei contributi per ristrutturare gli immobili, di proprietà o in affitto e poi a quanto ammonteranno le rette che chi usufruirà del servizio dovrà pagare?

Leonardo Carmine Pistillo

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