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Il salto della quaglia

“Io non ho mai votato per i socialisti”. Dicevano tutti per smarcarsi dopo il tracollo del partito a guida Craxiana, che decretò la fine della Prima Repubblica.

Era più probabile trovare un tartufo bianco da mezzo chilo, senza il cane addestrato, che trovare un cittadino che ammettesse di aver tracciato con la matita elettorale, la croce sul simbolo socialista. È quello che potrebbe accadere il 4 marzo, se si dovesse verificare una forte flessione percentuale del PD a guida renziana.

I più sosterranno che non sono mai stati renziani della prima ora, altri neanche della seconda ora. Poi si assisterà alle fantasiose giustificazioni politiche, via social, del tipo: “Io renziano? Ma va! Pensa che mio nonno ha conosciuto un partigiano.”, oppure “…e lo dici a me che mio nonno era partigiano”, oppure “……mio nonno non ha conosciuto e non era un partigiano ma una volta ha comprato l’Unità.

Nel partito degli ex-renziani, avverrà la sublimazione politica, con la trasformazione da solido a gassoso e viceversa dei vari posizionamenti. Non voglio neanche immaginare, le turbolenze nei vari Consigli Comunali e nelle Assemblee Legislative, dove le logiche delle maggioranze/minoranze cambieranno, con pesi e contrappesi diversi e che porteranno a mini e maxi rimpasti, negli organi esecutivi.

Ma per fortuna, ci sono gli irriducibili, come l’On. Ugo Intini, che rimase l’unico socialista puro, come Hiroo Onodail, l’ultimo giapponese nascosto nella giungla, sull’isola filippina di Lubang fino al 1974, perché si rifiutava di credere che la seconda guerra mondiale fosse finita.

Pertanto, qualche irriducibile renziano rimarrà, anche per molto tempo, perché adotterà la tecnica che le mode tornano sempre, sono cicliche e basta attendere. Un po’ come quello che non si mai tolto i pantaloni a “zampa di elefante”, in voga negli anni settanta ma costanza e caparbietà, lo hanno premiato a metà degli anni 2000 con il ritorno della moda dei “figli dei fiori”.

Insomma, la specialità sportiva principale sarà il salto in lungo, in alto e con l’asta mentre alcuni rimarranno fermi in pedana, sperando nel salto nullo del “nuovo che avanza”. Se ne vedranno delle belle.

BieMO

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