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Saludecio: Il Museo racconta Sant’Antonio abate e San Sebastiano

Nella straordinaria quadreria del Seicento della sezione “Arte di Saludecio e della Valconca” ci sono tra gli altri, alcuni dipinti raffiguranti due santi che la prossima settimana, il calendario liturgico cattolico commemora:

Sant’Antonio abate (17 gennaio) e San Sebastiano (20 gennaio).

Il patrono degli animali – Sant’Antonio abate – è uno dei soggetti della famosa tela (databile alla metà del XVII secolo) di Giovanni Francesco Nagli detto il Centino (1601-1675) e anche, di un quadro dipinto dal saludecese Sante Braschi (1644-1711), che l’ha raffigurato come vescovo-abate, arricchendolo degli attributi iconografici del maialino e del fuoco. Questo dipinto chiaramente ispirato dalla statua di Paolo V in piazza Cavour a Rimini (realizzata su disegno del lorenese Nicola Cordier nel 1613), proviene dalla Chiesa di San Rocco (nell’omonima località di Saludecio).

Proprio nella Chiesa di San Rocco si terranno le iniziative principali dedicate a Sant’Antonio abate, con la celebrazione della Santa Messa – mercoledì 17 gennaio 2018 alle ore 15.00 – a cui seguirà la tradizionale benedizione degli animali e un momento di festa con l’offerta di bevande e dolci.

Sabato 20 gennaio invece è ricordato San Sebastiano martire. Ufficiale dell’esercito imperiale romano (visse tra il 287 e il 304 circa), a causa la sua fede cristiana venne dapprima martirizzato trafitto dalle frecce per ordine dell’imperatore dai sui stessi soldati, poi -essendo sopravvissuto anche per le cure di Santa Irene- venne sottoposto alla flagellazione fino alla morte.

Di San Sebastiano il Museo possiede una tela che lo raffigura insieme a San Giuseppe e a San Rocco, dipinta nel 1610 da Bernardino e Vitale Guerrini da Ravenna. Questo grande pala d’altare è stata l’ispirazione per la mostra “Confronti d’Arte. Francesco Nonni e Tito Chini. Gli artisti dell’Art Déco dialogano con le opere del Museo” e anche per la felice coincidenza della mostra “Xilografia (1924-1926). Un’utopia grafica” che si è tenuta a Rimini in autunno, è stata in parte mantenuta allestita fino ad ora: proprio vicino alla grande tela seicentesca è stata sistemata l’opera grafica di Francesco Nonni -San Sebastiano- del 1925.

Con la celebrazione del Santo militare (anche patrono delle polizie locali), si concluderà questa esposizione che tanto apprezzamento ed interesse ha destato tra i visitatori del Museo.

Domenica 21 gennaio sarà anche l’ultima occasione per vedere il Presepio di terracotta – opera dell’artista siciliana Vita Voi – che per le festività natalizie è stato costruito al centro della sala dedicata a Santo Amato Ronconi.

La direzione del Museo di Saludecio e del Beato Amato, invita a visitare il Museo affinché si possa vedere ancora una volta, le opere di Francesco Nonni e di Vita Voi, che in questi mesi hanno accompagnato le opere del compendio in suggestivi confronti d’arte.

Si ricorda che il Museo di Saludecio è aperto la domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00 con ultimo accesso alle ore 17.30 e come sempre, con ingresso libero e gradito.

E’ possibile concordare altri orari di visita contattando la direzione all’indirizzo di posta elettronica:

museo.santo.amato.saludecio@gmail.com

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