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Salvataggio Carim mancano 300 milioni

Secondo Milano Finanza il salvataggio delle casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato resta in alto mare. Rimane tra i consulenti un cauto ottimismo ma sta di fatto che il tempo a disposizione è poco.

Il problema principale per mettere in sicurezza i tre istituti è costituito dalla cartolarizzazione dei crediti deteriorati necessaria per ripulire gli attivi e spianare la strada all’intervento di Credit Agricole . Se sulla tranche senior dell’operazione c’è maggiore sicurezza di trovare degli investitori, desta preoccupazione il finanziamento della mezzanine da circa 650 milioni.
Le mezzanine si chiamano come il piano di altezza ridotta posto di solito tra pian terreno e primo piano, perché si collocano tra debito senior e debito junior.

Se il recupero dei crediti deteriorati è inferiore alle attese saranno soddisfatti per primo le obbligazioni senior e poi le mezzanine. Per questo motivo è più complicato collocare sul mercato queste obbligazioni. Danno interessi più alti ma hanno anche rischi più elevati

Atlante 2 che già nelle scorse settimane aveva dato la piena disponibilità a partecipare al salvataggio, può mettere a disposizione gli ultimi 150 milioni rimasti nel fondo. A queste risorse potrebbero aggiungersi altri 100 milioni derivanti dal coinvestimento di altri soggetti nella cartolarizzazione delle good bank. Se a settembre lo schema volontario del fondo interbancario di tutela dei depositi mettesse a disposizione altri 100 milioni, mancherebbero all’appello circa 300 milioni.

Vista l’indisponibilità del sistema bancario a sostenere altri salassi, l’opzione più percorribile è quella di mercato. Resta il fatto che, proprio come accaduto anche per il salvataggio di Mps , potrebbe risultare difficile coinvolgere investitori specializzati vista l’alta attesa di rendimento di questi soggetti.

Al momento insomma il cantiere è fermo, anche se il tempo a disposizione non è molto: se il 15 settembre scadrà il nuovo termine dell’esclusiva dell’Agricole finalizzata all’impegno vincolante di Atlante 2, l’obiettivo è condurre il porto il salvataggio prima dell’approvazione dei risultati semestrali delle tre casse. Risultati che dovrebbero acclarare la discesa del patrimonio sotto i livelli minimi e dunque il rischio concreto di risoluzione.

Sarebbe anche auspicabile una maggiore trasparenza ed informazione su un aspetto che riguarda quella che era la maggiore banca del territorio riminese. Il suo destino, al di là della complessità, non riguarda pochi intimi.

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