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1 ottobre 1847 – Nasce a Rimini l’Asilo Baldini

Il 1° ottobre 1847 per iniziativa dei conti Ruggero e Alessandro Baldini e altri, e con il contributo di tutti i cittadini, nasce lIstituto di Educazione gratuita per i figli del popolo, che per tutti i Riminesi divenne subito ed è ancora oggi l’Asilo “Baldini”.

I conti Baldini erano arrivati a Rimini da Santarcangelo intorno al 1812. Erano fra quei ricchi possidenti che avevano investito i loro capitali nel comprare i beni ecclesiastici, che gli stati napoleonici (le repubbliche Cispadana, Cisalpina, Italiana e poi il Regno d’Italia) avevano incamerato dopo la soppressione degli ordini religiosi e poi messi sul mercato. Fra l’altro, come ricorda Carlo Tonini, i Baldini avevano acquistato  «i monasteri del Sacro Cuor di Gesù e delle  Celibate di S. Cecilia (residenza già della celebre Isotta e poi de’ Governatori della città)», entrambi sull’attuale piazza Ferrari. Ciò nonostante, e pure avendo ricoperto importanti cariche nelle amministrazioni napoleoniche, erano stati aggregati alla nobiltà di Rimini nel 1818, in piena restaurazione del dominio pontificio. La famiglia mantenne comunque orientamenti liberali e diversi suoi esponenti parteciparono ai moti rivoluzionari, compresi quelli del 1831. Il palazzo dei Baldini era quello che ingloba la Torre dell’Orologio dell’attuale piazza Tre Martiri, come viene ricordato in alcune lapidi apposte nell’atrio.

Rimini, Tre martiri 43 (Piazza) (2)

Rimini, Tre martiri 43 (Piazza) (4)

In quel palazzo erano nati Ruggero e Alessandro Baldini, figli di Pio e di Maria Belmonte Cima, discendente dell’antichissima famiglia Delle Caminate. I due fratelli, com’è noto, passeranno alla storia per aver dato vita nel 1843 assieme a Claudio Tintori allo Stabilimento dei Bagni di Rimini. 

Ma, come ricordato nelle epigrafi, il loro nome resta legato anche a una delle istituzioni benefiche più note in città, dove sono transitate generazioni di bambini riminesi.

Ecco come Carlo Tonini racconta quel che accadde nel 1847: «Ed altre infauste cagioni pur anco amareggiavano il dolce vivere. Una di queste era il caro del frumento, talché il governo dovette proibirne l’esportazione. Il nostro Comune, per dar pane ai poveri braccianti, i quali, istigati ancora dagli arruffapopoli, avevano assaliti e spogliati in pieno giorno parecchi spacci, nel gennaio del 1847 fece metter mano ad alcuni lavori già decretati». Si tratta di livellare alcun strade come quella interna delle mura e il primo abbozzo di lungomare dallo Stabilimento dei Bagni al porto, oppure in piazza Malatesta dove dal 1843 si sta costruendo il nuovo teatro (sarà inaugurato nel 1857). Ma i lavori costano tanto e riescono male, né bastano a sfamare i braccianti accorsi a frotte anche dal forese.

Fra embarghi e contrabbando, per fronteggiare la fame del popolo, «Una società di cittadini benemeriti, formato un fondo di diecimila scudi, per mezzo di azioni di cento scudi ciascuna, presero a comperare fava e granturco dall’estero, il che tolse ogni pericolo di deficienza assoluta, molto più che si poté ottenere allo stesso tempo una grossa partita di granturco dalla città di Fano. La detta società si rese molto benemerita del paese; ed avendo fatto un guadagno di scudi trecencinquanta, lo volle erogato a profitto dell’Istituto di educazione gratuita pei figli del povero, che sotto l’invocazione di S. Giuseppe Calasanzio fondavasi a quei giorni in Rimini».

Il busto di Ruggero Baldini nel parco Fellini di Rimini

Il busto di Ruggero Baldini nel parco Fellini di Rimini

«Promotori di così fatta santissima istituzione – prosegue Tonini – furono i sempre benemeriti fratelli Alessandro e Ruggero de’ Conti Baldini unitamente al loro ajo e maestro Luigi Leurini e all’ingegnere Nicola Berzanti. All’appello, che essi fecero alla carità dei cittadini, fu largamente risposto, e si formò subito una società di contribuenti mensili. Il Vescovo favori l’impresa e colla propria autorità e con la elargizione di un congruo sussidio».

Alessandro Baldini

Alessandro Baldini

La nuova istituzione marcia subito benissimo: «L’Asilo in brevissimo tempo ebbe assicurata la propria esistenza; e a’ 30 gennaio del seguente anno fu aperto nel vasto locale di S. Agostino, previa solenne funzione religiosa nella Chiesa omonima con messa in musica, alla quale intervennero le autorità municipali colla banda. Un dotto canonico di Ancona lesse un vivace e ben adatto discorso, che molto piacque segnatamente agli ammiratori della nuova arte oratoria. Da ben dugento fanciulli contò subito il nuovo asilo: il conte Alessandro Baldini ne fu nominato meritamente direttore, il Leurini segretario, e il Berzanti economo: il quale ultimo poi nel gennaio del 1848 venuto a morte lasciò la maggior parte del suo ricco patrimonio all’Istituto medesimo. L’esempio di sì bell’opera ne provocò subito un’altra, e fu la istituzione della scuola gratuita per le femmine nel Monastero delle Celibate, ’ove già esisteva l’educandato fondatovi per la eredità Sartoni».

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