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1 settembre 1994 – Riccione piange Jimmi Monaco

Il 1 settembre 1994, dopo lunga malattia, si spegne Jimmi Monaco.

Lo ricordiamo con il testo che accompagnava uno dei suoi doni alla città di Riccione, il volume “VIALE CECCARINI RICCIONE dai primi del Novecento agli anni Quaranta – Storia e iconografia del viale più prestigioso di Riccione tratte da cartoline illustrate e documenti d’epoca” (Silver Books, 1998) con i testi di Mauro Cavalli:

vialececcarini

Manara Valgimigli, che era di queste parti, perché nato a San Piero in Bagno, ha scritto che è possibile scoprire nei romagnoli due modi di essere, due anime diverse, spesso contrapposte: una chiassosa del guascone spavaldo e l’altra del riflessivo mite e prudente, “La Romagna più vera – diceva – è quella dell’intimità riservata, della confidenza discreta. della bontà associata all’amicizia sicura”.

Ecco, Jimmi possedeva tutte queste qualità in grado elevato e le dispensava con grande generosità.

Da giovane mostrava un’esuberanza controllata che meglio si accordava con una attività sportiva, il calcio, praticata a buon livello nella squadra della sua città, nel ruolo di portiere, l’estremo difensore.

Per altro, un temperamento allegro e scherzoso lo faceva animatore e protagonista di burle argute: un gioco largamente praticato in Romagna.

Il grande amore per Riccione, ove era nato il 24 gennaio 1942, lo aveva portato, nel tempo, a farsi ricercatore, raccoglitore e studioso di tutto ciò che poteva concernere la vita e lo sviluppo di questa “perla verde” della riviera romagnola.

18 ottobre 1982 - 60° compleanno di Riccione

18 ottobre 1982 – 60° compleanno di Riccione

La raccolta di documenti di storia locale e soprattutto di cartoline d’epoca, che anno dopo anno aveva pazientemente accresciuto, costituisce oggi una collezione apprezzata ben oltre i confini della regione.

Così, l’attenzione costantemente rivolta alla storia e alla custodia di ogni ricordo e di ogni tradizione, lo aveva visto sostenitore della “Congrega de dialet” e partecipe delle attività svoltev dalla “Famija Arciunesa”.  Nello spirito di queste Associazioni si deve collocare il suo ruolo di promotore del recupero e della ricollocazione in Piazza Matteotti di una storica “fontana”, cara alla memoria cittadina.

1990 - Jimmi e il Sindaco di Riccione Terzo Pierani - Realizzazione e posa in opera della vecchia fontana nella piazzetta del paese

1990 – Jimmi e il Sindaco di Riccione Terzo Pierani – Realizzazione e posa in opera della vecchia fontana nella piazzetta del paese

L’appartenenza, con incarichi sempre impegnativi, al Rotary Club di Riccione – Cattolica, gli aveva consentito di sostenere, con il Club, il progetto di recupero e installazione, nei pressi del porto-canale, della lapide donata nel 1901 dai marinai riccionesi a Maria Boorman Ceccarini, nonché il restauro, a lui dedicato, del Crocefisso del 1600, attualmente esposto nella chiesa di Santa Apollinare a Cattolica.

Affermato professionista quale Consulente del Lavoro, ha consacrato la maggior parte delle sue energie alle mansioni di Segretario dell’Unione Provinciale Artigiani. Per le sue capacità e per l’esperienza acquisita in materia, venne chiamato a far parte della Commissione Regionale dell’Artigianato.

1985 - Conferenza pubblica sul Condono, Gimmi Monaco tra i relatori

1985 – Conferenza pubblica sul condono, Gimmi Monaco tra i relatori

Stimato per l’impegno profuso a favore di questa categoria di imprenditori, ha promosso, assieme ad altre Assocuiazioni, la realizzazione delle zone artigianali della città e si è adoperato per la riscoperta dei vecchi mestieri della tradizione romagnola.

Per la sua città ha dato vita a manifestazioni che hanno avuto vasto consenso e grande notorietà. Sono da ricordare le mostre: “Immagini su Viale Ceccarini” al Palazzo del Turismo, “La mia Alba” all’Hotel Maddalena e una esposizione di 150 rare rappresentazioni della città di Cattolica.

20 maggio 1983 - Prima Conferenza Cittadina sull'Artigianato dei servizi

20 maggio 1983 – Prima Conferenza Cittadina sull’Artigianato dei servizi

Da tutto ciò emerge evidente il suo impegno a favore delle cause sociali. Di fronte a situazioni di particolare disagio, la sua premura, il suo aiuto concreto mai sono mancati.

Le condizioni di estremo bisogno della popolazione albanese, alla caduta del regime che per lunghi anni ne aveva condizionato lo sviluppo, lo avevano molto colpito. Jimmi non era una persona che delegasse ad altri, non poteva accontentarsi di fornire un sostegno indiretto e, intervenendo personalmente, si era recato diverse volte in Albania, portando aiuti di ogni genere. Con l’istituzione a Riccione dell’“Associazione Amici dell’Albania” aveva potuto predisporre una struttura operativa per un’azione più incisiva e meno precaria. la città di Saranda, riconoscente e memore, gli aveva conferito, nel 1993, la “Cittadinanza Onoraria”.

Quando Jimmi ci ha lasciato, il 1° settembre 1994, Riccione si è raccolta attorno al suo feretro, in commosso, affettuoso, riconoscente omaggio all’amico scomparso. le serrande dei negozi abbassate e l’ala di folla lungo le vie percorse dal corteo, sono state un tributo partecipe e silenzioso, ben confacente alla sua indole pacata, al suo carattere schivo. Senza dubbio Jimmi lo ha gradito.

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