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100 giorni al voto per 16 comuni in provincia di Rimini

100 giorni. Sono quelli che mancano alle prossime elezioni europee ed amministrative fissate per il prossimo 26 maggio. Nel riminese saranno 16 i comuni coinvolti.

Alla vigilia dello scorso Natale l’allora neoeletto segretario del PD Filippo Sacchetti dichiarò che “…non c’è un minuto da perdere, testa bassa e pedalare tutti insieme per progetti coesi e condivisi…bisogna lavorare da subito ad un programma di rilancio delle attività del partito, concretizzare un progetto di futuro per le nostre città…“.

Proclami che rischiano di rimanere tali in mancanza di atti concreti.
Non vi è traccia ad oggi (o, se c’è, non è palpabile) di una regia politica provinciale del partito che ancora governa il maggior numero di amministrazioni comunali nel riminese; non vi sono comunicazioni sull’attività della segreteria e lo stesso direttivo provinciale latita a riunirsi.

Provando ad analizzare brevemente i vari contesti territoriali nei quali si andrà al voto, si potrà convenire che, nella ovvia difficoltà generale che pervade questa fase politica, nel riminese le ombre rischiano di essere maggiori dei raggi di luce.

VALMARECCHIA

Si voterà in otto comuni.
A Santarcangelo di Romagna la ‘battaglia’ più difficile, e forse la più importante per il centrosinistra che sarà nuovamente rappresentato da Alice Parma. La più complicata, per il contesto in cui è nata la candidatura del centrodestra; la più importante, perché la città clementina rappresenta l’emblema della roccaforte rossa per storia e tradizione politica.

A Poggio Torriana il sindaco Daniele Amati (PD) può ricandidarsi e non vi sono nubi all’orizzonte, in quella che da sempre rappresenta per la sinistra riminese una realtà ‘blindata’. A Verucchio la cruenta guerra esplosa in questi giorni (ma che covava da tempo) tra il sindaco uscente Stefania Sabba e il Partito Democratico, che ha deciso di non appoggiarla per il suo secondo mandato, sta mettendo a serio rischio la tenuta del comune malatestiano da parte del centrosinistra. L’uscita a gamba tesa del consigliere regionale Giorgio Pruccoli nei confronti del sindaco certifica che la campagna elettorale sarà senza esclusione di colpi, con la concreta possibilità che a beneficiarne possano essere terzi candidati.

Spostandosi verso l’alta valle, si voterà anche a Talamello, dove non si conoscono le reali intenzioni dell’attuale sindaco Francesca Ugolini, che ha sempre vinto con liste di centrodestra ma che ora milita in Patto Civico. Anche a Maiolo il sindaco uscente Marcello Fattori, attuale presidente dell’unione dei comuni, potrebbe ricandidarsi, ma non si conoscono le sue reali intenzioni. Mentre pare che a Casteldelci l’attuale sindaco Luigi Cappella (PD) non intenda candidarsi per il secondo mandato.

Più particolari sono i casi di San Leo e Sant’Agata Feltria, dove i sindaci PD Mauro Guerra e Guglielmino Cerbara governano con esponenti leghisti in maggioranza. Si tratterà di capire se a tali esperienze verrà data continuità o se la Lega, forte del suo attuale ‘tiraggio’, vorrà mettersi in proprio per provare a piazzare suoi uomini a capo dei municipi, come già accaduto nella vicina Pennabilli.

VALCONCA

Cinque comuni al voto dall’altra parte della provincia.
Nell’alta valle si voterà nei tre comuni nei quali è fallita la fusione nell’autunno del 2016: Mondaino, Montegridolfo e Saludecio. Nel paese del Palio del Daino pare che il sindaco uscente Matteo Gnaccolini sostenuto attualmente da una civica trasversale non tenterà il mandato bis. Stessa cosa annunciata ufficialmente da Lorenzo Grilli (PD), sindaco di Montegridolfo e presidente dell’Unione dei comuni della Valconca. A Saludecio probabile ricandidatura per il sindaco uscente del PD, Dilvo Polidori.
A San Clemente tenterà il bis l’attuale prima cittadina Mirna Cecchini (PD) mentre a Montefiore Conca pare davvero difficile trovare un competitor dell’attuale sindaca leghista Wally Cipriani.

GLI ALTRI COMUNI

A Bellaria Igea Marina  la posta in palio sarà la poltrona di Enzo Ceccarelli, sindaco di centrodestra a conclusione del suo secondo mandato e quindi non ricandidabile. La strada per il centrosinistra è tutta in salita. Vi sono in campo candidati annunciati da se stessi, ma più che altro movimenti dietro le quinte della politica bellariese, che tendono a voler replicare il cosiddetto ‘modello Rimini’: a nessuno è sfuggita l’organizzazione di una iniziativa dalla caratterizzazione molto politica, alla quale hanno partecipato i sindaci di Rimini e Parma, Gnassi e Pizzarotti. Pare che intenda ancora dire la sua e dare le carte l’ex sindaco di BIM ed ex presidente della provincia Nando Fabbri.

L’altro comune costiero nel quale si apriranno le urne è Misano Adriatico. Abbiamo già scritto in passato circa le possibili dinamiche che hanno dato vita alla candidatura di Claudio Cecchetto, candidato civico lanciatissimo e molto presente a Misano da diverse settimane. Lo si trova nei bar, anche in quelli più popolari della parte dell’entroterra misanese e ha già preso posizione su questioni e vicende cittadine. Lo descrivono come molto carico e voglioso di intraprendere un’esperienza per lui davvero nuova.

Nelle scorse settimane Cecchetto si è fatto fotografare anche in compagnia dell’onnipresente sindaca di Coriano, Domenica ‘Mimma’ Spinelli.  Il centrosinistra ha ufficializzato la candidatura di Fabrizio Piccioni (LEU), amministratore di lunga data e di sicura esperienza; occorrerà capire se nell’elettorato prevarrà la voglia di novità oppure il rifugio nel voto tranquillo, seppur non nuovo e soprattutto in totale continuità con l’esperienza di Stefano Giannini.

Infine San Giovanni in Marignano, dove il sindaco Daniele Morelli (PD) tenterà di rimanere a capo del municipio del ‘granaio dei Malatesta’. Una realtà, quella marignanese, (insieme per la verità a quella di San Clemente e Misano) nella quale il M5S è più forte rispetto ad altre aree della provincia e dove già in passato la vittoria del centrosinistra è arrivata con uno scarto molto ridotto.

In questa cornice, quel che pare probabile è che se si analizza il quadro dei 16 comuni che andranno al voto, per il centrosinistra, e per il PD in particolare, nulla è scontato, e il rischio che dopo il 26 maggio la geografia politica provinciale possa essere stravolta è quantomai concreto.

Non si comprende bene se vi siano strategia e visione, oppure se ogni territorio è lasciato alla mercé del proprio destino, senza che dal livello provinciale vi siano input e regia politica volte alla costruzione, mediazione e tessitura di alleanze sociali (politiche e civiche), soprattutto laddove il rischio di sconfitta è molto alto.

L’Arciunes

 

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