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Sono 1200 all’anno gli animali selvatici curati a Corpolò dal Cras

Per gli animali selvatici feriti e malati a Corpolò c’è il Cras. La responsabile Centro Recupero Animali Selvatici dal 2015 è Clara Corbelli. E proprio a lei abbiamo chiesto come riesce a portare avanti questo tipo di attività.

Presidente Corbelli, quando è nato esattamente il Cras?

«Il Cras di Corpolò ha iniziato la sua attività nel 2015. Io sono presidente dell’associazione che lo gestisce (ANPANA Rimini ndr), in convenzione con la Regione, su un terreno di 11.000 mq di proprietà del Comune di Rimini. Le prime strutture sono state messe a disposizione dalla ex provincia di Rimini all’apertura del Centro e noi stiamo cercando di implementarle, dato l’aumento dei recuperi anno dopo anno».

Qual è il vostro compito principale?

«I volontari del centro di recupero accolgono tutti gli esemplari di fauna selvatica ferita o malata che vengono segnalati o recuperati dai cittadini sul territorio della provincia di Rimini. Gli animali vengono visitati dal nostro veterinario, il dott. Danilo Lanci, sottoposti ad esami strumentali se necessari, e ricoverati presso la struttura per le cure, la riabilitazione e la successiva liberazione».

Da quante persone è formato il Cras?

«Siamo circa una decina di volontari storici, che coprono i turni giornalieri di pulizia e cure».

Sono presenti più donne o uomini?

«Un terzo sono uomini che fanno i lavori di manutenzione e realizzazione delle strutture e due terzi di donne che sono sempre a contatto con gli animali. L’età va dai 35 ai 60 anni».

Come riuscite a sostenere tutte queste attività?

«Percepiamo un rimborso spese dalla Regione che copre le spese veterinarie ed il cibo specialistico, da noi già anticipate, chiediamo ai cittadini di devolvere il 5 per mille, organizziamo raccolte fondi e ci autotassiamo nelle emergenze».

Quanti animali avete recuperato fino ad oggi?

«Raccogliamo circa 1200 animali l’anno. Sono soprattutto uccelli migratori come rondoni, rondini, balestrucci, assioli e così via. E poi gli autoctoni: gabbiani, merli, cardellini, verdoni, passeri, tortore. I rapaci notturni come gufi allocchi barbagianni,  e i diurni: poiane gheppi falchi pellegrini. Fra i mammiferi, soprattutto ricci, ghiri, caprioli, tassi, istrici e volpi. Molti sono pulli (i pulcini più piccoli non ancora in grado di muoversi, ndr), da imboccare anche ogni mezz’ora dall’alba al tramonto e cuccioli da allattare ogni due ore giorno e notte».

State cercando altri volontari in questo periodo?

«Siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari che ci aiutino nell’attività che soprattutto in primavera ed estate comincia all’alba e dura fino al tramonto con picchi anche di 200 animali contemporaneamente. A questo proposito, il 10 marzo, dalle 14 alle 18, nella sala comunale di Via Bidente a Rimini ed il 17 marzo, al mattino, al Cras in via Baracchi 47 a Rimini, ci sarà un corso base per dare agli interessati, un’idea della nostra attività».

Perché è importante che il Cras continui il suo lavoro?  

«Ogni provincia dovrebbe avere un centro di recupero per supportare i cittadini che segnalano animali in difficoltà e promuovere la cultura del selvatico a 360° anche attraverso l’organizzazione di eventi e progetti nelle scuole. La fauna selvatica è preziosa e  viene quotidianamente messa in pericolo dall’antropizzazione: caccia, agricoltura, industria, edilizia, strade. Manca la reale consapevolezza della necessità di preservarla con tutti i mezzi possibili. Dobbiamo comprendere che la nostra attenzione per gli animali deve andare oltre quelli che convenzionalmente chiamiamo “pet” e focalizzarsi sulle tante specie selvatiche che ci vivono accanto».

Per ulteriori info: Centro Recupero Animali Selvatici di Rimini 338/7204689.

Nicola Luccarelli

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