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16 ottobre 1739 – Il Cardinale Alberoni svela che invaderà San Marino travestito da turista

Il 16 ottobre 1739 il Cardinale Giulio Alberoni, Legato pontificio in Romagna, scrive da Rimini una memorabile lettera al Segretario di Stato, Cardinale Giuseppe Firrao:

«.. que Popoli farebbero l’Istanza promessa di darsi, e dichiararsi sudditi della S. Sede, o no?  Se arriva il primo caso, io a nome della medesima accetterò e ne farò far rogito. Se poi non daranno segno di vita, io farò lo stesso, e veduto che avrò il Luogo, ne partirò, e mi porterò in altri due Luoghi vicini della Legazione, fingendo d’essere venuto a fare una Villeggiatura di sette, otto giorni. Questo pure è il linguaggio, che ho tenuto qui in Rimino. Partirò dunque domani mattina per essere a pranzo in S. Marino…».

Ma cosa sta succedendo? E chi è il Cardinale Alberoni?

Il Cardinale Giulio Alberoni

Il Cardinale Giulio Alberoni

Giulio Alberoni nasce a Piacenza il 30 maggio 1664, figlio di Giovanni degli Alberoni, giardiniere, e di Laura Ferrari, cucitrice. Rimasto orfano a dieci anni, fa il bracciante fino ai 14. Poi esegue umili servizi, compreso il campanaro, per la cattedrale di Piacenza. Il vescovo Berni nota però le sue doti e lo convince a studiare e a prendere i voti da sacerdote. Diventa canonico del Capitolo.

Come altri stati italiani, il ducato di Parma e Piacenza è in balia delle potenze europee. Si sta combattendo la guerra di Successione spagnola e da queste parti operano le truppe francesi di Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme, detto “il Gran Vendôme”. Questi arriva ad apprezzare a tal punto il giovane canonico da portarselo al termine della campagna a Versailles. Qui Alberoni diviene un ascoltato consigliere di Luigi XIV, il Re Sole. Poi il Gran Vendôme va in Spagna per cercare di riportare sul trono Filippo V e Alberoni è con lui; quando il suo protettore muore, diventa ambasciatore del suo ducato in Spagna, favorito del Re che lo vuole Cardinale, primo ministro. E’ il primo industrializzatore della Spagna, che vorrebbe moderna e assolutista come la Francia. Si lancia in una campagna per riconquistare Sicilia e Sardegna, ma si ritrova tutta l’Europa contro. La guerra va male, il Cardinale deve tornarsene in Italia. E’ il 1719.

Alberoni viene perfino arrestato, ma lentamente torna a risalire la china. Nel 1724 è addirittura fra i papabili, prendendo 10 voti, nel Conclave che poi eleggerà Benedetto XIII. E’ Clemente XII che nel 1735 lo nomina suo Legato in Romagna.

Clemente XII

Clemente XII

Da noi l’Alberoni prosegue in piccolo la stessa politica che aveva svolto in grande sullo scenario europeo: rafforzare il potere centrale, modernizzare, eliminare gli anacronistici residui del passato. Ai suoi occhi, la Repubblica di San Marino è uno di questi.

Ma l’Europa non acconsentirebbe mai ad un’azione di forza contro uno stato minuscolo e inerme come quello del Titano. Occorre dunque che siano gli stessi Sammarinesi a sottomettersi alla Santa Sede.

Nel 1737 a San Marino vengono arrestati i congiurati che volevano rovesciare l’oligarchia delle poche famiglie che detenevano di fatto il potere sul Titano. Fra i prigionieri c’è Pietro Lolli, membro di un’importante famiglia e titolare di un’onorificenza del Santuario di Loreto (“Denunziante dei Legati Pii” per San Marino), che gli assicura la protezione di Roma. Chiede di essere scarcerato per essere giudicato da un tribunale dello Stato della Chiesa, ma la Repubblica non può che rifiutare. La Santa Sede allora ordina ad Alberoni di agire. Questi approfitta della situazione ottenendo dagli scontenti la promessa di dedizione alla Santa Sede, quella di cui accenna nella sua lettera.

San Marino nel XVIII secolo

San Marino nel XVIII secolo

La strategia dei pontifici è quindi di presentarsi come liberatori della popolazione dal regime oligarchico. E qualche appoggio a San Marino esiste davvero. Il 17 ottobre 1739 il cardinale entra a Serravalle fra la popolazione festante guidata dal parroco. Anche Fiorentino si sottomette. Finora non si è visto un’arma o un soldato. San Marino mobilita i suoi militi solo in serata.

E allora nella notte Alberoni fa arrivare un centinaio di uomini da Rimini e Verucchio, che occupano facilmente le Tre Penne. Sembra fatta. Per il 25 ottobre è convocata presso la Pieve del Santo l’assemblea che dovrà sancire la fedeltà di San Marino a Roma.

Ma l’assemblea non va come previsto. Solo alcuni giurano per il Papa, mentre molti altri vogliono rimanere fedeli all’antica Repubblica. Alberoni intende tirar dritto comunque, per lui la Repubblica ha cessato di esistere e legifera di conseguenza, ma è evidente che il consenso di cui gode è insufficiente.

Le potenze europee iniziano a rumoreggiare. Le notizie circolano ormai velocemente per il continente e quelle ghiotte come un’antica e libera Repubblica aggredita dal vorace potere papale sono un invito a nozze per le gazzette, lette da una borghesia europea sempre più distante dagli interessi ecclesiastici.

Papa Clemente deve far finta di cadere dalle nuvole e invia il governatore di Perugia, monsignor Enrico Enriquez, a verificare l’effettivo appoggio della popolazione. Nel gennaio 1740 Enriquez constatata l’unanimità in favore della Repubblica.

San Marino riottiene ufficialmente l’indipendenza il 5 febbraio 1740, giorno di Sant’Agata.

Pompeo Batoni: "San Marino risolleva la Repubblica" (1740)

Pompeo Batoni: “San Marino risolleva la Repubblica” (1740)

Alberoni viene rispedito nella sua Piacenza ad occuparsi del lazzaretto dei lebbrosi. Ma siccome la lebbra in Italia è del tutto scomparsa, lui trasforma l’istituto in un collegio per l’educazione al sacerdozio di settanta ragazzi poveri; è lo splendido Collegio Alberoni, tutt’ora esistente. Quando il Cardinale muore nel 1752, lascia al convito la favolosa somma di 600 mila ducati; e non è nemmeno tutta la sua fortuna.

Il Collegio Alberoni di Piacenza

Il Collegio Alberoni di Piacenza

(nell’immagine di apertura, affresco contro il Cardinale Alberoni nel palazzo Pubblico di San Marino)

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