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17 settembre 1605 – Coriano e Rimini di nuovo insieme

Scrive Carlo Tonini che i Riminesi ebbero grande «letizia per sì fatta cosa». Papa Paolo V, purtroppo, non aveva loro concesso l’esenzione dall’ennesima tassa “straordinaria”, questa volta denominata «degli Utensili pei soldati Corsi», che però tanto straordinaria non era, se perdurava fin dal predecessore Clemente VIII, morto ormai da 12 anni. In compenso dal nuovo pontefice, eletto nella primavera del 1605 «ottennero per altro in quella vece la restituzione della terra di Coriano; e ciò per breve del 17 settembre 1605».

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Il castello di Coriano

A questa gioia «se ne aggiunse altra ben maggiore in occasione che fu eletto Arcivescovo di Nazaret, e insieme insignito della sacra Porpora, il concittadino Michelangelo Tonti». Un cardinale riminese valeva ben più che il recupero di un castello e certamente nell’erigere la magnifica statua a Paolo V nella piazza della Fontana i cittadini ringraziavano più per questo che per Coriano. Fra l’altro, il prelato riminese da allora venne detto il Cardinal Nazareno. E il Collegio Nazareno sarà il suo lascito a Roma, il palazzo che nell’omonima via della capitale ospita la sede nazionale del Partito Democratico.

Tornando a Coriano, per Rimini era da sempre il giardino di casa. E un gran bel giardino. Mentre i Corianesi ormai da troppo tempo erano separati dalla città che bene o male era il loro unico punto di riferimento.

Ricostruzione ipotetica del Castello e della Villa di Coriano nel XV secolo

Ricostruzione ipotetica del Castello e della Villa di Coriano nel XV secolo

Era passato quasi un secolo da quando, dopo le estreme malefatte dei Malatesta, Papa Giulio II aveva ulteriormente smembrato il loro ex dominio, ridotto ormai a Rimini e il suo contado. Nel 1528 Montescudo era andata ai conti Guidi di Bagno e Coriano al condottiero Giovanni Sassatelli da Imola, che si era meritato il nomignolo di Cagnaccio” e a suo fratello  Roberto «per tenuissimo annuo censo». E cioè in cambio di una tazza d’argento e una libbra di pepe da corrispondere ogni anno alla Camera apostolica.

Sassatelli di Imola

Sassatelli di Imola

Se non che, gli eredi del Cagnaccio a un bel momento avevano smesso di onorare il Pontefice anche con quella modesta imposta. La Camera si era allora ripresa Coriano, anche se un conte Sassatelli aveva continuato ad abitare nel castello.

Stemma dei Sassatelli sulle mura del castello di Coriano

Stemma dei Sassatelli sulle mura del castello di Coriano

Di Coriano in quanto castello non si conosce la data della prima fondazione. Non si sa se a precederlo fu una villa di origine romana che si chiamasse Corniliana (“di Cornelio”) o se questo nome, che appare nell’VIII secolo, appartenesse solo alla massa – un grosso insieme di possessioni terriere – citata nelle pergamene della Chiesa di Ravenna, che ne era allora proprietaria.

Nel Codice Bavaro (X secolo) sono nominati diversi affittuari di quest’area arcivescovile: personaggi importanti come i duchi di Rimini Andrea e Martino, Teodosio tribuno e dativo, Maurizio gloriosus magister militum, sempre riminesi; ma anche semplici coloni, come Vibiano e la moglie Marina, i tanti Giovanni, i Leto, le tantissime Maria: i primi nomi di Corianesi che conosciamo.

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Il castello di Coriano intorno al 1970 (da “Rocche e castelli di Romagna, 3”)

La prima menzione di un castello a Coriano è del 1197. Esiste però già allora anche una Villa di Coriano, un abitato non difeso da mura più in basso di quello fortificato, un po’ come a Verucchio. Coriano è ancora dell’Arcivescovo di Ravenna, ma  Rimini preme da un pezzo. Il Comune riuscirà a mettere le mani sul castello intorno alla metà del Duecento; a prezzo di una scomunica, ma ormai, come si diceva allora, «cosa fatta capo ha»: Coriano, con le sue uve e i suoi olivi, i grani e le greggi, la selvaggina e i “caci” (formaggi), i pascoli per i cavalli e le argille per le costruzioni, resta a Rimini quasi ininterrottamente fino a quel 1528 della definitiva rovina malatestiana.

Ceramiche rinvenute a Coriano durante gli scavi di Marcello Cartoceti

Ceramiche rinvenute a Coriano durante gli scavi di Marcello Cartoceti

Il castello di Coriano, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale (nel Cimitero di Guerra inglese sono sepolti 1.946 caduti nella battaglia che qui infuriò il 14 settembre 1944), è stato restaurato e recuperato  nel 2004, con l’allestimento anche di un piccolo Antiquarium. Le ricerche archeologiche furono condotte da Marcello Cartoceti, autore anche del volume “Il castello di Coriano – ricerche archeologiche e architettoniche”, dal quale abbiamo tratto gran parte delle informazioni e delle immagini.

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(la foto in apertura è di Venanzio Raggi)

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