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Coronavirus, la Prefettura: “Indagine prosegue, si cercano i contatti del Nord Italia”

Nella tarda mattina di oggi la Prefettura di Rimini ha fatto il punto sull’emergenza coronavirus in Provincia.

L’ente ha comunicato che prosegue all’insegna della più stretta collaborazione tra l’AUSL (medici e tecnici del Dipartimento di Sanità pubblica) e le Forze dell’Ordine coordinate dal Prefetto di Rimini Alessandra Camporota, l’indagine epidemiologica mirata ad individuare tutti coloro che possono aver avuto contatti stretti col primo paziente risultato positivo a coronavirus.

“Le Forze dell’Ordine, infatti, stanno offrendo il necessario supporto al Dipartimento nell’individuazione e reperimento dei contatti, esaminando in particolare la documentazione di una struttura ricettiva che ha ospitato lavoratori del Nord Italia che hanno frequentato il locale del “paziente uno”, per cercare di comprendere l’origine della trasmissione del virus”.

Per identificare  l’origine della trasmissione del virus e delimitarne l’ambito territoriale di estensione, tenendo conto anche degli spostamenti delle persone che hanno frequentato il locale del “paziente uno”, le attività di monitoraggio e di verifica, condotte dal  Dipartimento dell’AUSL con la collaborazione delle Forze dell’Ordine, si stanno estendendo progressivamente, attraverso una varietà di strumenti, comprese mirate “interviste epidemiologiche” anche ai dipendenti delle ditte nelle quali lavorano i due nuovi pazienti risultati positivi.

“AUSL ha chiarito che sussistono criteri clinici ben precisi rispetto sia all’effettuazione del tampone per rilevare l’eventuale positività al virus, sia per l’attivazione della quarantena domiciliare volontaria, che emergono proprio dall’“intervista epidemiologica”. Per quanto riguarda la quarantena, è appropriata nei soggetti che abbiano avuto un “contatto stretto” –  vicinanza prolungata e con contatto fisico o a distanza minore di un metro e mezzo – con un paziente positivo, entro i 14 giorni precedenti.

Il tampone va invece effettuato se a tale condizione si aggiungono i sintomi del paziente come tosse, febbre, polmonite. Il tampone va peraltro effettuato non prima di tre giorni dal momento del contatto accertato, periodo nel quale il paziente non trasmette la malattia e nel quale il tampone porta ad un forte rischio di avere un falso negativo”.

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