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30 luglio 1843 – Si inaugura lo Stabilimento Privilegiato dei Bagni di Mare di Rimini

Domenica 30 luglio 1843 il Vescovo di Rimini Francesco Gentilini e il Cardinal Legato Luigi Vannicelli Casoni inaugurarono lo Stabilimento Privilegiato dei Bagni di Mare di Rimini,voluto fortemente da tre giovani riminesi: il medico Claudio Tintori e i conti Alessandro e Ruggero Baldini. Nasce così ufficialmente l’industria e la civiltà balneare romagnola.

Una splendida cronaca di quei giorni è quella riportata dal “Diario di Rimini” uscito con un numero speciale il 1 luglio di quell’anno. Lo abbiamo scoperto in Biblioteca e possiamo riprodurlo qui integralmente, come merita. E non solo per le dettagliatissime notizie sulla nascita dello Stabilimento balneare.

Si trovano infatti articoli di un’attualità sorprendente. Per esempio in prima pagina, come si sarà notato, quello intitolato significativamente “SUL LITORALE DONNE TUTELATE – Basta con le violenze sulla spiaggia”.

In seconda pagina si trova poi il servizio su “ALTA VELOCITA’ SOTTO ACCUSA”; e si tratta proprio di quella ferroviaria, anche se ancora non viaggia esattamente alla velocità della TAV. nella stessa pagina, altro argomento che sembra preso dalle cronache di oggi: le pensioni, in questo caso quelle del pubblico impiego.

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Terza pagina contraddittoria: da una parte il “medico idrologo” Cerbone Squarci mette in guardia contro gli eccessi dei bagni di mare; il che suona abbastanza strano sul numero speciale dedicato allo Stabilimento costruito proprio per quegli scopi. Dall’altra, si guarda con un punta di invidia e desiderio di emulazione ai luoghi dove le vacanze balneari sono già affermate. E cioè le prime concorrenti che Rimini dovrà affrontare sul nascente mercato internazionale:  Dieppe, Bulogne Sur Mere e Le Havre, raccontate “dal nostro corrispondente sulla Manica”.

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A pagina 4, la descrizione minuziosa del nuovo stabilimento è affidata a Filippo Giangi, a noi noto soprattutto per le Cronache riminesi. Poi Ferruccio Farina parla dei primi bagnanti, almeno quelli titolati come Elisabetta Kenny, moglie del Marchese Rondanini.

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In quinta pagina parlano i protagonisti, i Conti Baldini e il dottor Tintori:

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La pagina 6 è dedicata alla cronaca. E anche allora la “nera” prevale sulla “bianca”:

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pagina 7 uno scoop: la SENSAZIONALE SCOPERTA ARCHEOLOGICA a firma, addirittura, dello storico riminese Luigi Tonini. E non manca neppure un ricco cartellone di eventi per l’estate 1843.

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La pagina finale “di servizio” contiene ricette, cambi, orari dei treni, meteo, economia:

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E già, in questa ultima pagina, laggiù in fondo, c’è anche la chiave dello scherzo. Perché di questo si tratta: come si può leggere, nel 1843 i quotidiani a Rimini ancora non esistevano. Autore della burla, nel 1993, fu Ferruccio Farina, che ringraziamo anche per il sito Balnea.net che ci ha consentito di trasferire qui queste immagini.

Burla del resto solo a metà, perché, come dichiara Farina, le notizie che avete letto sono assolutamente autentiche, recuperate dalle fonti originali dell’epoca.

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