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30 ottobre 1967 – A Rimini inizia già il ’68

Nell’ottobre 1967 l’Istituto Tecnico Industriale di Forlì è in subbuglio. Le direzione scolastica ha deciso di cambiare l’orario, suddividendo le lezioni fra il mattino e un rientro pomeridiano, con in mezzo una pausa pranzo. Se la soluzione può essere comoda per gli studenti della città, lo è molto meno per gli altri, che arrivano da fuori e sono la maggioranza. Significa poter rientrare a casa ancora più tardi, con meno tempo per studiare; e significa più spese, dovendo durante la pausa pur mangiare qualcosa più che la merendina portata da casa per non arrivare sfiniti al suono della campanella. Contro questi provvedimenti, fatto inaudito, il 23 ottobre 1967 gli studenti dell’istituto forlivese scendono in sciopero: “per l’orario unico, senza rientri pomeridiani”. 

Tanti vengono da lontano e molti da Rimini, dove ancora non esiste un Istituto Tecnico. La loro vita è durissima. Ci si sveglia ad ore impossibili, in piena notte se non si è nemmeno della città e si deve raggiungere la stazione di Rimini. Qui i treni sono pochi e gli orari non tengono conto degli orari scolastici. E così per il ritorno; ritardare la fine delle lezioni significa azzerare la giornata.

Una protesta apparentemente priva di ideologie, con motivazioni esclusivamente “pratiche”. Ma fosse stato solo questo, non si spiegherebbe il resto.

Il resto comprende il fatto che gli studenti non sopportano più che si decida delle loro vite senza neppure essere consultati. Non credono più che tutto venga fatto “per il loro bene”. E credono invece che solo dai ragazzi come loro possa venire qualcosa di buono. E quelli come loro sono pronti ad aiutarli.

E’ così che a Rimini il 28 ottobre 1967 a Rimini scoppiano spontaneamente scioperi e assemblee cittadine cui partecipano migliaia di studenti delle medie superiori.

Come scrive Fabio Bruschi (“A Rimini il ’68 degli studenti – Storia di un inizio”. A cura di Fabio Bruschi A cura di Fabio Bruschi – Panozzo Editore) “Domenica 29 gli studenti dei diversi istituti si incontrano per organizzare lo sciopero. Si arriva così al picco di lunedì 30 ottobre. L’adesione degli studenti è pressoché unanime: per le vie della città sono sfilati circa 4.000 studenti, invitati a una marcia silenziosa dal comitato promotore”. Sono gli studenti dell’ITI, delle Magistrali, del Valturio.

Poi ci sarà il Liceo Classico che protesterà contro l’obbligo della cravatta per i maschi e del grembiule nero per le femmine. E ben presto si andrà in piazza per solidarietà con gli studenti del Parini di Milano, dell’univesrità di Roma, di Parigi, di San Francisco, di Berlino. Per il Viet Nam, per Praga, per tutto, contro tutto. Sarà il Sessantotto. Che qui iniziò nel ’67.

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