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4 febbraio – La Madona de fug

Il 4 febbraio la Chiesa Cattolica commemora San Gilberto di Limerick (Limerick, XII secolo – 1143), che fu primo vescovo della sua città e legato papale. Gilla Espaic, come lo chiamavano i compatrioti, cercò di imporre loro la liturgia romana, ma non ci fu nulla da fare: gli Irlandesi rimasero tenacemente legati ai loro Chiesa “celtica”. Il porto atlantico di Limerick, in origine covo di pirati vichinghi, dà anche il nome ai celebri nonsense, brevi componimenti poetici largamente diffusi anche inglese a partire dall’Ottocento.

La cattedrale di St. Mary a Limerick

Sempre il 4 febbraio si ricorda un altro San Gilberto e sempre vescovo britannico, ma inglese: St. Gilbert of Sempringham nel Lincolnshire (1083 -1190), fondatore dell’Ordine Gilbertino, l’unico ordine religioso originatosi in Inghilterra nel medio evo; fu soppresso da Enrico VIII.

San Gilberto di Sempringham

Un Sen Zilbert è annotato da Gianni Quondamatteo alla data del 4 febbraio nel suo E’ Luneri rumagnol. Ma questo giorno in Romagna e soprattutto a Forlì è dedicato a tutt’altra ricorrenza.

“Sen Svir par prim, Senta Maria Candlora, Sen Bies cavalir, la Madona de fug”, San Severo per primo, Santa Maria Candelora, San Biagio cavaliere, la Madonna del Fuoco: in questa filastrocca romagnola che ricorda i primi quattro giorni di febbraio.

Il 4 febbraio si celebra dunque solennemente a Forlì, ma non solo, la Madona de fug.

Come spiega Wikipedia, “La Madonna del Fuoco è un’immagine della Beata Vergine con Bambino, venerata a Forlì e considerata la protettrice della città. L’immagine è una delle più antiche xilografie oggi esistenti: scampata a un incendio divampato durante la notte in una scuola della città, è conservata nel duomo di Forlì. A memoria di tale evento, dalle finestre delle abitazioni forlivesi vengono esposti uno o più lumini rossi, lasciati ardere durante la notte tra il 4 e il 5 febbraio. Dove un tempo vi era quella scuola, sorge la chiesa del Miracolo della Madonna del Fuoco”.

Il fatto accadde la notte di mercoledì 4 febbraio 1428. Le cronache del tempo narrano che l’incendio della scuola durò ben due giorni; ciò nonostante l’immagine di carta era intatta. Fra i testimoni del prodigio c’era anche Ugolino Urbevetano da Forlì, detto anche Ugolino da Orvieto, considerato l’inventore del pentagramma musicale.

A Forlì il 4 febbraio si tiene la Fiera della Madonna del Fuoco, dove si può trovare la tradizionale Piadina della Madonna, una focaccia dolce con semi di anice.Il pane dolce ricorda una distribuzione di pane al popolo, durante un periodo di carestia; vi si impiegò la farina acquistata con il ricavato della vendita del Tesoro della Madonna del Fuoco, formato dai doni votivi fatti dai fedeli per le grazie ricevute.

La Piadina della Madonna

La devozione per la Madona de Fug si è diffusa anche fuori Forlì, raggiungendo, tra l’altro, Cervia, Cesena, Rimini, Ancona, Roma e l’Uganda.

Sempre Wikipedia: A Cervia, è considerata Patrona dei salinari, che anticamente, il 4 febbraio, compivano a piedi un pellegrinaggio fino a Forlì. Oggi si sta riprendendo la tradizione, anche se il tragitto a piedi non è stato ancora reintrodotto. Ad Ancona, dove è venerata nella chiesa collegiata di Santa Maria della Piazza, divenne protettrice dei fornai. A Roma, il 4 febbraio, la Famiglia Romagnola ne celebra la festa nella chiesa di San Marcello al Corso. Inoltre, il Museo internazionale del cinema e dello spettacolo (MICS) di Roma la considera patrona dello stesso MICS e, più in generale, di tutti gli archivi visivi e sonori. Ugualmente, la Federazione Internazionale degli Archivi delle Immagini e dei Suoni (FIAIS), che anche ha sede in Roma, la considera patrona di questi tipi di archivi“.

“Nel 1926, in preparazione alle celebrazioni del V centenario del miracolo, fu deciso di erigere in Uganda una missione dedicata alla Madonna del Fuoco”.

“Nel 1928 il comandante Umberto Nobile lanciò, dal dirigibile Italia, diretto al Polo Nord, un’immagine della Madonna del Fuoco sui ghiacci della banchisa”.

4 febbraio 1797 – I soldati di un certo Bonaparte entrano a Rimini

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