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52 classi in quarantena in provincia di Rimini, nei nidi la positività più alta

Nella settimana dal 22 al 28 novembre in Romagna si sono registrate 3.401 positività (6,5%) su un totale di 52.074 tamponi. Nel periodo sono stati eseguiti 52.074 tamponi (molecolari e antigenici). Per la settima settimana consecutiva aumentano dei nuovi casi sia in termini assoluti (626) che percentuali. Cresce il tasso d’incidenza totale dei nuovi casi negli ultimi sette  giorni /100.000 abitanti e tutti i distretti dell’ AUSL della Romagna presentano tassi superiori a 150 ed in particolar modo quelli di Forlì e Riccione che hanno tassi superiori a 350.

“Risulta del tutto evidente – spiega AUSL Romagna – come questo aumento, abbia un andamento decisamente inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie alla diffusione della vaccinazione. In particolare i ricoveri ordinari, quelli in terapia intensiva e i decessi sono 3,5 volte inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

Questa settimana si sono verificati due focolai nelle strutture ospedaliere, a Cesena e Ravenna. Altri focolai in residenze anziani a Rimini, Ravenna e Forlì (2).

Sono 169 le classi in quarantena in Romagna, di cui 55 a Rimini (erano 42 una settimana fa): 3 nei nidi, 12 negli asili, altrettante alle elementari, 11 alle superiori. I bambini e ragazzi in età scolare risultati positivi in provincia di Rimini sono stati 15 dai 0 ai 3 anni (fascia con la più alta percentuale di tamponi positivi, 7,6%), 19 dai 3 ai 5 anni, 90 dai 6 ai 10, 75 dagli 11ai 13, 67 dai 14 ai 18.

Complessivamente sono stati sospesi 246 operatori tra dipendenti e convenzionati in tutta l’azienda USL della Romagna. La percentuale dei sospesi sul totale degli operatori con obbligo vaccinale è inferiore al 2% in tutti gli ambiti territoriali e secondo AUSL “non si apprezzano sostanziali differenze tra Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini”. Tuttavia quest’ultima provincia si registra la percentuale più alta e i sanitari AUSL non vaccinati rimasti senza stipendio e funzioni sono 7 medici ospedalieri e 65 fra il personale non medico; 9 fra medici di base e sanitari operanti in strutture convenzionate.

In continuo aumento il numero dei soggetti vaccinati nei centri vaccinali aziendali (al 29 novembre 841.269 con prima dose e 760.840 con seconda dose e 123.471 con terza dose a cui vanno aggiunte 78.448 dosi somministrate dai MMG).

Come riportato dal «Rapporto Monitoraggio dell’impatto della campagna di vaccinazione sulle infezioni da COVID-19 nella Regione Emilia-Romagna – Aggiornamento al 23 Novembre», nonostante la variante delta rappresenti oramai la totalità dei nuovi casi, l’efficacia della vaccinazione si conferma “persistentemente molto elevata anche in Emilia Romagna”

Qui NON vaccinati hanno:
• un rischio di quasi 3 volte maggiore di acquisire l’infezione da SARS CoV-2, rispetto ai vaccinati
• un rischio circa 5 volte maggiore di essere ricoverati in ospedale per COVID, rispetto ai vaccinati
• un rischio circa 11 volte maggiore di essere ricoverati in terapia intensiva per COVID, rispetto ai vaccinati

Nel periodo dal 21 Ottobre al 17 Novembre 2021, l’incidenza dei ricoveri in ospedale per COVID è stata di 10,3/10.000 nei non vaccinati, rispetto a 2,3 nei vaccinati.

Il dato regionale viene confermato anche fda Ausl della Romagna dove i NON vaccinati hanno:
• un rischio circa 3 volte maggiore di acquisire l’infezione da SARS CoV-2, rispetto ai vaccinati
• un rischio circa 5 volte maggiore di essere ricoverati in ospedale per COVID, rispetto ai vaccinati.

“Si registra un aumento dei nuovi casi in termini assoluti (+626). – conferma AUSL Romagna – Rispetto alle previsioni del Piano aziendale si registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da COVID, che ci pone nel livello arancione. In totale sono ricoverati 176 pazienti, di cui 16 in terapia intensiva”.

“Il quadro epidemiologico – commenta Mattia Altini, Direttore Sanitario di Ausl Romagna – conferma una costante ed ampia diffusione del virus, anche nella settimana presa in esame. Ma al contempo sappiamo che una risposta efficace c’è, la terza dose, ma è necessario accelerare e convincere i cittadini che si tratta della scelta giusta. Il vaccino costituisce l’arma fondamentale della lotta al virus: è sicuro, efficace e necessario per proteggere noi stessi e gli altri.

E ribadisce: “Tutti i dati confermano che c’è un’enorme differenza fra vaccinai e non vaccinati in termini di possibilità di contrarre la malattia, ma soprattutto in materia di ospedalizzazioni e morti. Una conferma che arriva anche dallo studio condotto a livello della nostra Regione, come pubblichiamo anche sul nostro bollettino”.

“Il caso Israele – aggiunge – inoltre mostra come le dosi aggiuntive e i booster siano efficaci nel ripristinare la protezione contro casi gravi e morti, oltre che nell’abbassare ancora il tasso di infezione. Vaccinarsi è fondamentale, ma non basta. Terza dose, quindi, ampliamento della popolazione vaccinata, mantenimento delle prassi comportamentali per il contenimento dei contagi, tracciamento e isolamento dei focolai, utilizzo massiccio delle mascherine”.

 “Tutti i dati confermano che c’è un’enorme differenza fra vaccinai e non vaccinati in termini di possibilità di contrarre la malattia, ma soprattutto in materia di ospedalizzazioni e morti. Una conferma che arriva anche dallo studio condotto a livello della nostra Regione, come pubblichiamo anche sul nostro bollettino”.”Da parte nostra, l’impegno è massimo, tutti i nostri professionisti negli ospedali e sul territorio sono impegnati per garantire tutte le attività: tracciamento, vaccinazione e cura. È bene però sottolineare l’importanza che, in questa fase e con questi livelli di contagio, il sistema sanitario non vada in affanno. Per evitarlo, occorre continuare nell’azione di convincere le persone che ancora non hanno fatto neanche la prima dose a vaccinarsi”, assicura Altini

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