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8 miliardi dall’Europa per agricoltura, CIA: “Bene ma Governo riveda misure insufficienti”

“L’emergenza del 2020 è la sopravvivenza delle imprese”, lo ripete da mesi il presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi.

Alla base di questa situazione sono tanti gli elementi concorrenti: la riduzione nel tempo, per cause diverse compresa la difficoltà a fare reddito, degli ettari di diverse colture; gli effetti dei danni da insetti alieni; nuove o più acute malattie; eventi climatici estremi. Tutti elementi che compromettono la produzione, con rese in calo in pianta, che in molti casi si fanno più pesanti al momento della selezione post raccolta. Il risultato è un ulteriore indebolimento delle imprese agricole, e della filiera, in termini di reddito e di occupazione, con un impatto importante anche sul territorio romagnolo.

Cia sta facendo pressione affinché il Governo nazionale riveda alcune misure di sostegno alle imprese non sufficienti, ad esempio per la gravità della situazione dell’ortofrutta, con aziende drammaticamente in difficoltà. La Romagna è stata colpita pesantemente dalle gelate e quello che era fino a qualche anno fa un punto di forza del territorio ora sta arrancando.

In attesa di risposte concrete in merito, Cia accoglie con positività la conferma degli interventi europei con risorse disponibili dal primo gennaio 2021, senza aspettare l’entrata in vigore della Pac nel 2023.

Lo stanziamento è di 8 miliardi di euro a favore del settore, a cui si aggiungono 2,6 miliardi previsti dall’accordo sul Bilancio Ue e all’Italia ne sono destinati 1,22. Per Cia, che aveva già sollecitato interventi immediati senza aspettare l’entrata in vigore della riforma Pac nel 2023, si tratta, infatti, di un’iniezione di liquidità importante accompagnata, tra l’altro, da quella visione strategica auspicata più volte dall’Organizzazione che pone al centro del rilancio le aree rurali così come la digitalizzazione e la sostenibilità dell’agricoltura.

Positiva la conferma da parte dell’europarlamentare Paolo De Castro, che almeno il 55% dei fondi aggiuntivi dovrà incentivare la crescita delle aree interne tramite investimenti in agricoltura di precisione, ricambio generazionale e modernizzazione dei macchinari, da tempo richiesta da Cia, con il rinnovo del parco macchine agricole in chiave competitiva e green.

 

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